6° – LE FORME DELLA PSICOPATOLOGIA NEL PLATONISMO

Corso 1995/1996
“UNIVERSITÀ”. RI-CAPITOLARE

 

 

Le forme della psicopatologia nel Platonismo

Quello che è accaduto è notevole: abbiamo fatto un simposio. Prendiamone nota. Abbiamo fatto «il» simposio, rispetto a cui è quello di Platone a essere un altro simposio. Non siamo noi a fare gli «alternativi»: è quello a essere alternativo a questo.

Due note sul senso del lavoro di questa mattina. Non so quanto sappiate di come va il mondo negli ambienti gay o lesbici, ma è del tutto chiaro – ed è dichiarato – che per un omosessuale maschile il corpo della donna è schifoso e volgare l’amore per la donna. E reciprocamente.206 Tutto ciò è nella realtà, non stiamo inventando niente. Verrebbe da farci la domanda: ma cosa ci hanno insegnato a scuola da venti secoli? E in specie su Platone. Il platonismo è il colossale equivoco della storia della filosofia cristiana, che introduce l’idea di un rivoltante paradiso in cui «staremo a guardare…». Non posso accettare la perversione – sottaciuta o nominata attraverso parole «belle» – che si esprime nella concezione della contemplazione come puro godimento centrato sullo sguardo.

Sappiamo che Socrate è stato processato e condannato a morte; noi abbiamo fatto il processo a Platone. Che tipo di processo? Potremmo condannarlo, ma non gli faremmo bere la cicuta: per giudicare – e non c’è «giudicare male»; quello che si chiama «cattivo giudizio» è semplicemente un giudizio fallito – occorrono due Città. Noi lo possiamo fare dalla prima, dalla nostra. Nella società statuale di Socrate, allorché venne pronunciato il giudizio – ebbero ragione a processare Socrate, esattamente come abbiamo fatto noi –, non avevano a disposizione due Città e per questo dovettero condannarlo a morte. Per reato educativo, grazie al primo intervento di Angela Cavelli.

Abbiamo occasione di cogliere – ecco perché mai scorporeremo dallo Studium quella porzione che si chiama Scuola Pratica di Psicologia e Psicopatologia – che la psicopatologia realizza il programma di Platone e lo realizza secondo forme psicopatologiche, cliniche e non-cliniche. Se parlassimo delle sotto-forme dello handicap, ne troveremmo alcune nel platonismo: le idee di Platone sono le forme della psicopatologia. Alcuni filosofi mi taglierebbero la gola per questa affermazione.

Il rapporto «amante-amato» – ma non giochiamo più con queste parole, non c’è erasteV erwmenoV; queste due parole sono due inganni, due menzogne esattamente come la parola bellezza di cui sopra – in cui vi sono le due leggi distinte dell’uno che cerca piacere e dell’altro che cerca virtù, è il programma della psicopatogenesi. Ci si ammala così. Quella specie di legge, la legge dell’amor platonico, è la via, il metodo della psicopatogenesi, che non si realizza solo nelle famiglie.

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Pronunciato il 27 gennaio 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume «Università». Ri-capitolare, Sic Edizioni


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Data di pubblicazione: 05/06/2016