1° – LA PSICOLOGIA E LA SUA PSICOPATOLOGIA

Corso 1991/92
“PSICOPATOLOGIA”

 

 

  1. Premesse

Una impressione. L’impressione persuasa e razionale di questa mattina è stata di sentirmi in pericolo a leggere la prima pagina di “Repubblica”. Qualche decennio fa ancora, un ebreo perseguitato in seguito alle leggi razziali, po- teva ancora sperare di salvare la pelle rifugiandosi in Vaticano. Questa mattina mi è venuto il sospetto, e spero di no perché ho ancora fiducia nel Vaticano, che questa possibilità non sia chiusa e non si chiuda, e questo è un buon modo per iniziare questo Corso. Infatti, la notizia della prima pagina è un rettangolo che rinvia a una pagina interna, il cui titolo grosso è il seguente, si chiede: “Drogati si nasce? È un rischio genetico”. L’occhiello in alto dice: “Convegno in Vaticano con esperti di 110 Paesi”. Cardinali, teologi, scienziati. Se Santa Madre la Chiesa Cattolica dicesse una cosa di questo genere, non ci si può più rifugiare neanche in Vaticano. Perché il solo pensiero che drogati, che è una delle forme più mondiali, diffuse, che persuadono tutti, della perversione di cui parleremo in questa sede è, persino dal Vaticano, iscritta nel rischio gene- tico, come sostenuto da un certo farmacologo e discusso da alcuni altri, non sappiamo più dove andare a rifugiarci. La tossicomania, la droga, si dice che è il massimo della congiunzione tra una patologia limitatamente clinica e una patologia illimitatamente non clinica, che è una delle più decisive (e, come vedete, anche abbastanza politicamente) distinzioni che sono fatte nei principi ispiratori portanti di questo corso.

Mi sono appuntato che se questo è il pensiero anche del Vaticano (tutti sanno che io non ce l’ho affatto col Vaticano, almeno in linea pregiudiziale) o comunque chiunque dica questo, che diventare drogati è un rischio genetico (e sapete tutto il resto sulle psicosi), se drogati si nasce allora non esiste nessun criterio di moralità né di normalità individuali, singolari. E inversamente non esiste nessun criterio di immoralità e di anormalità individuali, singolari, ma esistono solo da una parte la causalità e necessità statistica biologia, e dall’altra parte un’eticità astratta e una normalità statistica. Spero all’occorrenza, se toccasse a me, di potere almeno continuare a sperare di potermi rifugiare almeno in Vaticano.   …

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Pronunciato il 6 dicembre 1991
Trascrizione e revisione a cura di Pietro R. Cavalleri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Corso è disponibile nel sito www.sicedizioni.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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