1° – RIPRESA

Corso 2006/2007
IL TRIBUNALE FREUD. LA RIVOLUZIONE FILOSOFICA DI FREUD

 

 

Prendo tutto ciò che ha detto Alberto Colombo come, anch’esso, aratura di questo campo di cui siamo appena all’inizio d’opera. Quindi mi limito a pochissimi commenti secondo la mia modalità: annoto qualcosa in una colonna a sinistra della mia pagina, approfitto del beneficio di ciò che ho ascoltato, per poi andare avanti con annotazioni nella colonna di destra della stessa pagina.

Il più semplice – ho evitato di dire «il dato più semplice» – di ciò che stiamo facendo è un dato, che è una verità: ci sono danni individuali al pensiero. Danni molto ben documentati nella vita effettiva di una persona, che sono prodotti da frasi, da teorie. Noi vogliamo esplorare il nesso di frasi e teorie: nesso non misterioso, peraltro. Questo è il dato di partenza, quanto basta per dire che è motivato il Tribunale Freud.

Tutt’al più io so che alcuni implicitamente – ma a me anche esplicitamente – hanno obiettato:

«No, non si può fare il tribunale Freud. Perché riconosco il danno, riconosco il peccatum – frase o teoria – ma questo giudizio è nelle mani di Dio». Come si vede, io non recepisco questa obiezione. Chi volesse potrebbe farla. Ma dire «il giudizio è nelle mani di Dio» mi dà almeno in parte ragione, perché equivale a dire: «non fare tu il giudice, lascialo fare a lui». É riconosciuto pur sempre un tribunale, o meglio la necessità di un tribunale.

Uno dei pezzi che prediligo fra quelli recenti sul mio blog è intitolato Fidanzatini. Io stesso ero sbalordito di una tale flagranza del nesso immediato tra la frase – la teoria ricostruibile risalendo logicamente la frase – e il danno insorto nel tempo di un’ora: la bambina abbandona la mano del bambino e fino a trent’anni non osa neanche più interloquire con un uomo! Il dato da cui partiamo è l’inoppugnabilità di questo nesso: prima osservazione.  …

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Pronunciato il 4 novembre 2006
Trascrizione a cura di Sara Giammattei.
Revisione a cura di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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