1° SEDUTA – IL BEN DELL’INTELLETTO. FRA TEST E MOTTO DI SPIRITO

Seminario 1999 – Genova
Trattare e maltrattare: se tratti scientificamente i tuoi partner li perdi

 

 

Alcune osservazioni a partire da quanto abbiamo ascoltato. Si è parlato di mancanza del senso del comico nei bambini. Potrei partire da un aneddoto personale. Anni fa, trovandoci nella casa di campagna, regalai a mia figlia, che aveva allora undici anni, un ranocchietto che avevo trovato in un fosso: sapevo che le piaceva. Lei lo prese, ringraziò e se ne andò via, per tornare di lì a poco, dicendo: «È una ranocchia». E io: «Perché?». Risposta: «L’ho baciato sulla bocca e non si è trasformato in un principe». Detto tra parentesi, sarebbe un test intellettivo strepitoso, benché sia sbagliato, perché non ci sono livelli dell’intelligenza: in lei è accaduto un passaggio da un atto di pensiero, che prima non faceva, a un altro atto di pensiero, che poi ha fatto – la stessa differenza fra avere e non avere un conto in banca – forse, osservativamente, si tratta del passaggio tra non aver ancora aperto la bocca per dire una parola e il cominciare a dire qualche cosa. Si tratta di fare un passaggio: c’è atto o non c’è atto.

Alla celebre frase di Gesù Cristo: «Mio Padre lavora sempre» potrebbero essere accostati solo i bambini, i soli dei quali anche potremmo dire: Puer operator semper. Perché altrimenti tutta la stima di Gesù per i bambini? Forse che Cristo ha la mentalità dello zio buono?

Prendiamo per esempio quella storiella, una parabola, in cui si dice di una casa con tante stanze e tante ragazze; il compito di queste ragazze è di essere pronte – salvo non esserlo – per un certo signore che può arrivare da un momento all’altro, non si sa quando, né il giorno né l’ora. Proviamo a chiederci qual è la situazione descritta? Uno spazio sociale e fisico, una casa, tante ragazze, un signore che può arrivare da un momento all’altro… Domanda facile facile, come la barzelletta dei carabinieri: «Mi dica quanto fa due più due quattro e la promuoviamo». Qualcuno mi ha risposto: «È un bordello», ma è una stupidaggine; al bordello vanno tanti uomini, mentre qui ci sono tante ragazze e un solo signore. È un harem. Mi immagino, ma non può che essere così esegeticamente, che a questo racconto gli uditori ebrei di Cristo e lui stesso sotto la barba si sbellicassero dalle risa.   …

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Pronunciato il 10 marzo 1999
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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