1° SEDUTA – IL LAVORO DI RICAPITOLAZIONE DELLA PSICOANALISI

Seminario 1995/1996
“PERCHÉ FREUD HA RAGIONE”

 

 

Questo è il primo incontro dell’anno dello Studium Cartello, non innanzitutto de Il Lavoro Psicoanalitico. Il titolo del Corso di questo anno, “Università”, è il modo migliore per introdurre il lavoro particolare de Il Lavoro Psicoanalitico .

Se noi possiamo proporre un titolo, che è un’asserzione, come questo “Perché Freud ha ragione”, questo è grazie a “Università”, ossia grazie a un lavoro ricapitolativo che include la psicoanalisi, cosa mai provata da nessuno in novant’anni. Secondo uno dei tanti modi di esprimersi la psicoanalisi sarebbe extra-territoriale: non abbiamo più a che fare con questi pensieri che erano ancora dei tentativi disordinati, e territorio per noi vuol dire Città. C’è stato un tempo in cui Freud ha scritto un articolo dal titolo “Bisogna insegnare la psicoanalisi all’università?” (1918). Oggi in ogni caso il problema è del tutto crollato perché a nessuno viene più in mente un’idea del genere, ma ci sono stati anni ancora relativamente recenti in cui Musatti o Fornari o altri ritenevano di potere insegnare psicoanalisi in università. Ma questo è secondario. L’interessante nella questione di Freud era l’interrogativo.

Ricapitolato Freud – condizione per dire che Freud ha ragione, senza la quale nessuno potrebbe dire che Freud ha ragione, all’indicativo presente (“ha”), è pleonastico aggiungere “oggi’’, Freud ha più ragione di prima in quanto è ricapitolato – oggi noi non apparteniamo più a quell’equivoco per cui ancora ci si chiedeva se insegnare la psicoanalisi all’università. Noi iniziamo a parlare di una università che includa non l’insegnamento della psicoanalisi, ma quel soggetto che noi abbiamo estratto da Freud, il soggetto competente. Università delle cui parole – ecco l’Enciclopedia – ognuno può avere competenza. Ora: la condizione della competenza è l’imputabilità.

Nel passato è stata introdotta l’espressione storiografica post-freudismo, o era post- freudiana. Non esiste un’era post-freudiana. Semmai abbiamo, e peraltro è storicamente osservato, un’era post-lacaniana. Infatti noi diciamo: “Freudiani dopo Lacan”. Non esiste un’era post-freudiana. ciò è detto con speciale enfasi, perché l’era post-freudiana potrebbe essere soltanto il Giudizio Universale.

Tempo fa si parlava della psicoanalisi come di giudizio penultimo. É stato grazie al lavoro svolto a proposito del Gregorius e dunque del tema della penitenza nel dibattito dell’epoca che concettualmente, teoreticamente, abbiamo compreso che la psicoanalisi finisce per implicare persino la contrizione del purgatorio.  …

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Pronunciato il 6 ottobre 1995
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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