1° SEDUTA – INTRODUZIONE

Seminario 1993/1994
“NORMALITÀ E IMPUTABILITÀ NELLE QUATTRO PSICOPATOLOGIE”

 

 

Io non sono sicuro che tutti voi vi rendiate conto di a quale cosa avete domandato di partecipare, anche partecipando al Corso. Avete ancora tempo per andare via.

È stata una svista distinguere Scuola e Corso, una svista mia. Ambedue sono la Scuola. Il Corso è solo quel momento in cui la Scuola offre un momento al pubblico, al mondo. Il che non significa qualcosa di meno preciso, anzi il momento dell’illustrazione delle nostre categorie più fondamentali è quello. Perciò il Corso è la Scuola.

La psicologia… e non sto a ripetere la litania che psicologia è quasi una parola impronunciabile; in giro per il mondo vuole dire una tale cosa che noi non ci riconosciamo e quasi avremmo dovuto rinunciato a usarla. Parola ignobile. Il peggio che sia stato fatto nel nostro secolo è stato fatto sotto la parola psicologia. Per cui addirittura si sarebbe stati tentati di rinunciarci, all’uso, al lemma, al lessico.

Se invece abbiamo insistito è proprio perché è un vero e proprio caso di riconquista, proprio come una volta si diceva andiamo alla riconquista. Anche la parola psicologia è un campo di riconquista, ma proprio all’antica, come i conquistadores. Semplicemente i conquistadores nella modernità, nei confronti della psicologia di sicuro non sono stati i conquistadores di altri tempi. Per noi la parola stessa è un campo di riconquista. È da ritenere un progetto disperato essendo che quello che diciamo è inedito. Ma la parola inedito può suonare come una faccenda di cultura. Userei allora un’altra espressione: cerchiamo di costruire una psicologia inedita i cui amici sono tutti da trovare, se già esistono, o sono da inventare. Sono persuaso, e lo dico a qualsiasi orecchio qui presente, che in una psicologia in cui siamo oggi come oggi gli unici a rivalorizzare — ecco la riconquista — la parola psiche, anima, dell’amico Aristotele, che la sola cosa certa è che questa psicologia ha un solo amico certo e devo dire che per chi ci crede o per chi non ci crede, ma almeno concettualmente, o più precisamente razionalmente, se la nostra psicologia ha un amico bisogna pur riconoscere che esista o non esista, la nostra psicologia ha un solo amico certo e questo è Dio.  …

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Pronunciato l’ 11 novembre 1993
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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