10° – LA PSICOSI E ALTRO

Corso 1991/92
“PSICOPATOLOGIA”

 

 

Premessa

Questa sera sono poco preparato; io sono un po’ preoccupato…, ho almeno due idee. La quasi assenza di tempo…, un lutto (che non mi ha colpito direttamente, ma che pure mi tocca)…, il poco preparato significa che quasi, salvo una parola che dirò subito, non sono pronto allo sviluppo del tema detto, che peraltro segue lo schema detto già seguito per nevrosi e perversione ossia prima l’articolo determinativo al singolare e poi al plurale: “la” nevrosi e “le” nevrosi; “la” perversione e “le” perversioni. Sono tutti concetti abbastanza nuovi eccetto che per la nevrosi; la nevrosi altri l’aveva definita, per poi (non dico dedurne, perché questo non è mai accaduto) in ogni caso sottomettervi (a tale concetto) “le” nevrosi, mentre ciò non è quasi mai accaduto (salvo un concetto che ho illustrato, che è quello di “rinnegamento”), ma era ben poco accaduto per le perversioni, e quanto alle psicosi non ha fatto che durare, attraverso il secolo, la discussione ora implicita ora esplicita sulla unificabilità delle psicosi.

Ero abbastanza entusiasta della (spero corretta) definizione, riuscita, di unicità della psicosi risultata la volta scorsa. Questa sera avrei dovuto proseguire con “le”, al plurale. In particolare, dopo una conversazione con Cavalleri (che in particolare accentuava giustamente la psicosi maniaco-depressiva, cosa che non sarò in grado di fare), anche perché accortomi dell’insufficiente preparazione ho pensato a un’altra organizzazione dell’esposizione di questa sera, forse più elementare. Ciò che dirò sarà diviso in due parti, due parti sommarie, spero abbastanza rilevanti, nel senso della parola “rilievo” da un piano. Aveva ragione Cavalleri, nella stessa conversazione, nel dire che il concetto della psicosi unica risultante (meglio: proposto) era ancora molto, molto generale. Verissimo. Dunque, resta da fare molto, resta molto da fare. Confermo soltanto quello che chiamavo prima “un certo entusiasmo” per il raggiungimento di una definizione, da cui tutto il resto discende. Mi aspetterei che almeno una parte di ciò su cui ora sono deludente, possa uscire e riuscire la volta prossima (che sarà l’ultima) e che avrà una impostazione particolare (si era già detto), a discussione. Questo varrà per tutti, ma in modo speciale Ambrogio Ballabio già si sta occupando di organizzare, raccogliere, un insieme di domande, domande o questioni, obiezioni, nella funzione del correlatore o del “discutente”…

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Pronunciato il 22 maggio 1992
Trascrizione e revisione a cura di Pietro R. Cavalleri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Corso è disponibile nel sito www.sicedizioni.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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