11° – CONCLUSIONI

Corso 1994-1995
A NON È NON A

 

 

1. Il lavoro del concludere

Appare oggi l’ultimo quaderno del Seminario Vita psichica come vita giuridica, fatto con una cura e un amore tali che suonano, per ciascuno di noi, invito a perfezionare la cura di ciò che andiamo dicendo: la preparazione del parlare, delle frasi costruite e proposte, fino alla scelta delle parole e dell’ordine espositivo. Per chi sta parlando, la cura testimoniata dall’accuratezza della trascrizione e dell’edizione, costituisce, anche in questo caso, la relazione di cui sempre parliamo: il trascrittore in questo caso è l’altro, che applica un sistema di sanzione a chi ha parlato. Gli editori-relatori hanno fatto lavoro sanzionatorio, secondo la regola del De Profundis: «Si iniquitates observaveris…»: hanno osservato fino a un certo punto le iniquità degli oratori; è prevalsa la benevolenza, fino al tagliare ciò che era inutile o ridondante.

Basta incominciare a imboccare una porta, che sia una porta, e il seguito viene: è sufficiente che la parola segua quella che chiamerei la legge di obbedienza alla porta, alla janua.

Questa mattina intervengono diversi di noi in risposta alla domanda su qual è il punto concludente. Ci siamo proposti di dedicare alle conclusioni questa mattina, l’ultima del Corso, anche se, vedendo la successione del lavoro di quest’anno come se fosse una linea annotata su un foglio, sarebbe più corretto descrivere la sequenza scrivendo la parola «conclusione» sotto ogni punto.

La linea di questa sequenza è la medesima dell’ultimo volume di La Città dei malati, nel cui mezzo si segna la celebre espressione «pulsione di morte», che rappresenta semplicemente un punto della vita e non ha nulla a che vedere con il morire. Il lavoro del concludere – quello che stiamo facendo sembra tutto un lavoro «nel» concludere – è il lavoro che si svolge a partire da quel punto. La pulsione di morte è il momento temporale del lavorare per concludere. È un errore separare i due tempi della ricerca e della conclusione: la nostra è una elaborazione in cui ricerca e conclusione coincidono e partono da quel punto (pulsione di morte) che indica il punto definibile linguisticamente con l’espressione: momento temporale del lavorare per concludere.  …

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Pronunciato il 20 maggio 1995
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume A non è non A, Sic Edizioni


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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