11° – IL SAPERE DI JACQUES LACAN

Corso 1997/1998
UNIVERSITÀ. CHE COSA POSSO SAPERE

 

 

Vogliamo parlare oggi di Jacques Lacan. È la prima volta in tutti questi anni che facciamo una cosa simile. Per la verità chiedo aiuto perché non sono neppure stato a rileggere il titolo che abbiamo dato per oggi. Ecco: Il sapere di Jacques Lacan.

Forse ho avuto abbastanza ragione alcuni minuti fa a pensare di suggerire come intestazione all’incontro di questa mattina una frase molto nota, che ha molti secoli, di cui non menziono l’autore, arcinoto: la verità vi farà liberi. La nostra aggiunta è l’aggiunta di un inciso fra la prima e la seconda parte della frase la verità — dell’imputazione — vi farà liberi. Non spiego, illustro, motivo.

È certo che non si tratterà della verità della scienza: la scienza è quel discorso che con l’imputabilità non ha nulla a che vedere. Neanche se è in grado di fornire alcuni mezzi per l’imputazione, ad esempio la conoscenza del DNA. E questa frase con il suo inciso, o senza il suo inciso, non è — ecco l’introduzione a Lacan — non è una frase di Lacan. Noi iniziamo la nostra mattina a proposito di Lacan con alcuni interventi, interventi di alcuni di noi che con Lacan, poco importa se faccia a faccia, ma che comunque con Lacan hanno avuto a che vedere, da abbastanza lunga data e per di più con un impegno nel contesto e nella storia lacaniana, non solo per letture o per interesse di studi. Vi informo che la parola studio era una parola specialmente disprezzata da Lacan. Diceva «Se uno si interessa di psicoanalisi, perché vuole studiare la psicoanalisi mandatelo via, ai suoi cari studi».

E — evoco una presenza e non un’assenza e tanto meno un fantasma — dicendo che se c’è un momento, non è il primo né sarà l’ultimo, in cui abbiamo tutti i motivi per sentire con pena l’assenza di Ambrogio Ballabio è questo.

Ambrogio Ballabio è stato uno dei primi, dopo di me, che è venuto in diretta relazione con Lacan, con la sua storia, con la sua scuola, con i suoi scritti, con la sua parola.

Il suo intervento, la sua testimonianza di oggi, che sarebbero state oggi non le avremo. Non le avremo e basta.  …

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Pronunciato il 18 aprile 1998
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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