12° SEDUTA – INTRODUZIONE

Seminario 1993/1994
“NORMALITÀ E IMPUTABILITÀ NELLE QUATTRO PSICOPATOLOGIE”

 

 

Solo una breve parola di introduzione, non a ciò che oggi ascolteremo innanzitutto da Nietta Aliverti e Raffaella Colombo su temi già introdotti, quindi si tratta di supplementi, ma soprattutto per dire mezza parola sull’inizio del nuovo corso, ciclo, che inizia questa sera sulla coppia di termini Io – coscienza, affidata ad Alberto Colombo e Franco Malagola.

La mezza introduzione è per dire che non è poco, per loro, per me, per ciascuno, per tutti, il provare — la parola provare non vuol dire “andare a casaccio”, vuol dire “mettere alla prova”, vuol dire esperienza, vuol dire la coppia scienza-esperienza — non è una cosa da poco il provare, il mettere alla prova i due termini Io – coscienza.

Prima osservazione

Intanto — ma al momento ciò è astratto — osservando che è una coppia.

Nessuno saprebbe ben dire fin dove va l’Io e fin dove va la coscienza. Ma non saranno solo due modi del vocabolario di dire la stessa cosa? e così via. Allora vedete che per il solo fatto di distinguerli noi, visto che abbiamo una certa serietà, vuol dire che noi li distinguiamo con una certa precisione, asseriamo questa distinzione. Ma questo, ripeto, al momento è ancora astratto.

Seconda osservazione

Su Io e coscienza ne sono state dette nella storia del nostro secolo — perché ormai la datazione della storia della psicologia vuol dire cent’anni.—; ma non è solo la storia della psicologia ufficiale. Avete visto che parliamo di letteratura: noi sappiamo di stare facendo la storia della psicologia, come faremo sabato con Musil, o Dostoevskij, o con Edipo o Hartman: è quello che fa digrignare i denti agli psicologi: quella è letteratura. Noi abbiamo rifatto le mappe sull’argomento. Non so se questa è l’intuizione, almeno come intuizione di base. Parlare di Re Lear come abbiamo fatto è avere rifatto le mappe, proprio di dov’è il nord e dov’è il sud, come sono composte le regioni, quante sono, qual è la geografia politica dell’universo. In questi cento anni, su Io e coscienza sono state dette e progressivamente le cose peggiori e più gravi. Ma questo ci riguarda, appunto non per…

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Pronunciato il 24 febbraio 1994
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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