13° – SULL’AMORE

Corso 2002/2003
ENCICLOPEDIA DEL PENSIERO DI NATURA

 

 

Vi dirò sull’amore. Prima però per più di una ragione trovo opportuno ricordare che questo lavoro — che ha una denominazione: Studium Cartello — che questa opera è una vocazione: l’ho detto dall’inizio di questo anno e non cesserò di dimenticarlo. Verrebbe da dire: una vocazione da benedettino d’altri tempi, sul lato del lavoro; non dico nulla sul lato dell’orare. Ma è una vocazione. Così come questi si potevano occupare di bonifica di paludi, di organizzazione del lavoro agricolo, di manoscritti o quant’altro, ecco questa è una vocazione di bonifica della lingua e del pensiero. Né più, né meno che quello. Alla quale ognuno, per il solo fatto di entrare in questa stanza, è convocato; dopo di che può starci o non starci. Non cesserò mai di parlare questa lingua, eh? E a renderlo presente.

Allora, l’amore. Ricordo quel gioco di parole sull’innamoramento, ma oggi sciolgo la mia riserva di Roberto Saponi: così come Lacan in francese aveva giocato dicendo che l’ en-amoration è hein-amoration, così Saponi aveva fatto un altro gioco dicendo: «Innamoramento? In amore mento».

Vi dico dell’amore presupposto, ossia la teoria alla quale obbediamo più che il soldato semplice all’ufficiale, di un amore che sarebbe lì, presupposto. Parliamo di causa. Dando un titolo più completo a questo brevissimo intervento, potrei intitolarlo Amore e nulla, Amore e niente. Io ritengo che forse per la prima volta questa parola tanto agitata dai filosofi vi diventerà, non come la trattano i filosofi, che dopo tutto devono solo dimostrare che qualcosa fanno per guadagnare il loro stipendio e le loro cattedre, io penso che forse riuscirò a farvi toccare proprio con le dita, con i polpastrelli, cosa può voler dire il nulla. Un nulla causale, e causale di tutte le cose peggiori.

Allora pensate alla parola causa, così come già la conoscete. È la causa efficiente, a bocce il colpo della prima boccia alla seconda boccia è la causa dell’effetto del mettersi in moto della seconda boccia, semplice semplice. Non c’è bisogno di avere fatto grandi studi.   …

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Pronunciato il 10 maggio 2003
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016




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