14° SEDUTA – CLASSIFICARE LA PSICOPATOLOGIA IN BASE ALL’OFFERTA DI CURA CHE RIMANE APERTA

Seminario 1998/1999
“LA PSICOPATOLOGIA E LA SUA SCIENZA PRODOTTA DAL PENSIERO DI NATURA”

 

 

Stiamo costruendo, scavando, una direzione in parte nuova. È per questo che sono d’accordo con l’andamento di quest’anno, che pur non mancando di un preciso ordine, anche di successione — nevrosi, psicosi, perversione —, tuttavia preferisce insistere sullo scavo.

Ho presente la domanda di Pietro R. Cavalleri; la prendo da qualche passo più indietro, così come si dice «prendere la rincorsa».

Frase celebre: «E io, dura…». Alzi la mano chi sa chi ha detto e chi è lo scrittore di questa frase. Chi ha detto «E io, dura…»? Ma la futura monaca di Monza, Geltrude. Al momento caso di nevrosi.

Mi viene da usare questa espressione perché «duro» e aggiungendo il pugno è l’idea di militanza; militante rosso, militante nero, ma al momento… Io so che c’è una distinzione, alla quale tengo molto, peraltro, ma su questo ora sorvoliamo.

Nella patologia c’è militanza: «E io, dura…».

Potremmo anche fare tutta la nostra tassonomia, classificazione, nosografia, a partire dal connotato «durezza», dal valore «durezza», dal «non disposto», dal «non curvo». Ricordo che ero ancora un bambino quando mi dicevano una delle tipiche ironie sul fascismo, di questo tipo: sul muro i fascisti avevano scritto «Tireremo dritto» e un qualche bello spirito sotto aveva aggiunto «Anche in curva».

Nel delirio, in modo vistoso nel delirio sistematizzato, cosiddetti «deliri parziali», in modo anche tanto notorio, quanto vistoso nel delirio di riferimento o di persecuzione. Che cos’è il delirio, in generale, ma comunque questo delirio anche più noto, più trasparente, più intelligibile. Non che gli altri lo siano meno, come sostengo da anni; semplicemente negli altri c’è più fumo gettato negli occhi. L’idea dei fenomenologi ed esistenzialisti di incomprensibilità della psicosi e del suo delirio è proprio un’idea idiota — ormai non ho pietà per questo genere di … —, è stupido. Si tratta di un fumo negli occhi la cui forza è ancora minore del tipico fumo negli occhi del delinquente che ha assassinato qualcuno e poi naturalmente cerca di nasconderne le tracce, se solo ha un po’ di buon senso per non finire in prigione. C’è un nascondere le tracce meno articolato, meno acuto, meno evidente. In fondo la psicosi è stupida.  …

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Pronunciato il 12 marzo 1999
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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