14° – L’UNIVERSO DI TUTTI GLI ALTRI È LA REALTÀ

Corso 1995/1996
“UNIVERSITÀ”. RI-CAPITOLARE

 

 

La tua domanda è così ampia che abbiamo di che pensarci.

Come prima osservazione, sono d’accordo su UA finale, d’accordo su SU, manterrei l’esigenza che l’Altro lì a destra abbia un indice del suo essere rappresentante dell’universo.

A volte ci capita di dire frasi più lunghe del necessario o con dei pleonasmi: non di meno eviterei di concedere un granché a simili frasi. Non direi che una volta che l’universo è tale, e che questa è la realtà, non aggiungerei che questo è l’universo in senso giuridico, perché lascia aperto l’equivoco che si potrebbe parlare della realtà anche in un altro senso: o la realtà è quello o no. Dire la realtà e dire la realtà dell’universo di tutti gli altri, attivamente costituita come universo, deve essere una sola cosa.

Il gesto del filosofo che batte sulla cattedra per esprimere la realtà, esiste anche una volta definita così la realtà, perché il corpo si sente. Ma questo gesto è incluso in quella definizione della realtà, perché altrimenti si continuerà a scindere l’universo in universo fisico, universo umano, che ha persino delle conseguenze tecnicamente blasfeme: è una bestemmia dire a Dio “Dio sei finito come l’universo infinito”. È molto più blasfema delle tipiche bestemmie zoomorfe o suine.

Il normale è tutto nella realtà o no? Ma niente affatto: se è tutto nella realtà è malato. S fa realtà. Sarà per qualcun altro che lui sarà Altro per un Soggetto, ossia parte della realtà. Il Soggetto alla lettera fa eccezione. Esiste il Soggetto in quanto fa eccezione alla realtà. Proprio come si dice: desidero un trattamento di eccezione. È la definizione di desiderio, altrimenti è la messa popolare con la minestra per tutti. Quanto più si è malati, tanto più si è soltanto realtà, nel senso più sociologico della parola: si è persi, dispersi. Il matto è tutto nella realtà, è solo nella realtà. È solo nella realtà, non c’è più nulla in lui che non sia nella realtà. Il catatonico si è ridotto a pura realtà: fine dell’eccezione, fine del desiderio.  …

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Pronunciato il 1 giugno 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume «Università». Ri-capitolare, Sic Edizioni


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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