15° – L’AMORE PRESUPPOSTO: DUE STORIE.

Corso 2002/2003
ENCICLOPEDIA DEL PENSIERO DI NATURA

 

 

Mi limito a raccontare due storie dell’amore presupposto, di questa catena, schiavitù.

La prima è una barzelletta: uno psicoanalista ebreo, York, un giorno incontra in Fifty Avenue, dove c’è la sede dell’Associazione Internazionale di Psicoanalisi, un altro collega, che è un amico: sono in confidenza. Allora gli dice: «Guarda, aspettavo giusto di vederti, perché mi è successa una cosa: pensavo potesse mai più succedere! Ho fatto un lapsus, ma un lapsus! Lo sai che ho fatto una lunga analisi… Credevo che queste cose fossero diventate impossibili. Invece, guarda, ho fatto un lapsus che non mi rendo ancora conto…

Tu sai che io ho una madre, vedova, che tutti i giovedì sera puntualmente vado a trovarla, mi occupo della sua salute, del suo conto in banca, si chiacchiera, si mangia insieme, poi finisce la sera, ritorno e si va al giovedì dopo. Ma lo scorso giovedì un lapsus! Non capisco come posso aver fatto una cosa simile! Eravamo lì che mangiavamo; io avevo bisogno del sale, ma il sale era lì dalla parte di mia madre e il tavolo è un po’ largo. Allora io, anziché sporgermi maleducatamente, volevo dire: “Mamma, per favore mi passi il sale?” e invece le ho detto: “Brutta schifosa! Mai rovinato l’esistenza fin da quando ero piccolo!”»

Questa è la storiella…

La seconda storia è più avanzata, fa un ragionamento più avanzato. C’è un uomo, un giovane uomo, un tipo vissuto, in particolare ha avuto tante donne, però in quel momento si è appena lasciato con la sua precedente. Incontra a un angolo illuminato da un lampione una ragazza favolosa ai suoi occhi: è amore a prima vista. Si avvicina, ma la ragazza stessa è intraprendente, non sta neppure ad aspettare le sue advances, è lei a fare la prima mossa. In breve, incomincia un qualcosa fra di loro. Ma abbastanza presto lei gli dice che gli deve dare la prova dell’amore. Come prima prova vuole sapere tutto della sua vita, in particolare dei suoi amori, e lui racconta tutto: dell’ultima, della penultima,… La loro relazione fa un qualche passo avanti, tanto che un giorno si trovano in una stanza, in un letto, e sta per… Sta per, ma lei ferma tutto dicendo che no, che ancora la prova non c’è, la deve dare. …

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Pronunciato il 7 giugno 2003
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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