19° SEDUTA – CASISTICA: LE FORME DELLA SPENSIERATEZZA

Seminario 1996/1997
“VITA PSICHICA COME VITA GIURIDICA. CASISTICA”

 

 

Le fila di questo anno sono tirabili con questa espressione: abbiamo lavorato a ordinare le forme — vedi casistica — della spensieratezza. A più cose dette questa sera farei riferimento, ma in linea più retta è ciò che Raffaella Colombo ha detto l’impensabile.

Mi va di fare più o meno fra parentesi alcune osservazioni su cose che ho sentito. Abbiamo lavorato a ordinare, il che significa che un ordine nella casistica, nelle forme della patologia, non esiste; non esiste ordine patologico. Non è ordine lo stato in cui si trova un corpo caduto da 100 metri sulla strada. O il risultato di una frana di tutto un costone. Mi ricordo l’espressione-battuta di Mariella che diceva che tutte le patologie sono di risulta, come risultato della frana del costone. Quand’anche noi ne costruissimo la forma matematica, cosa abbastanza facile, questa formula matematica non è la formula di alcun ordine. Smettiamo di connettere l’idea di matematica all’idea di ordine. Almeno la scienza ottocentesca e primo-novecentesca, la termodinamica, è stata una scienza del disordine.

Accenno a qualcosa che tutti conosciamo, ma che non vi verrebbe in mente di chiamare così. Il movimento Gay — che vuol dire gaio — e quella gaiezza che è spensieratezza della spensieratezza infantile, la bella spensieratezza infantile, che in quelli cui è toccata in modo più grave si chiama appunto autismo o psicopatologia precoce: è questa la spensieratezza infantile.

La sovranità è centripeta, non centrifuga: non è quella che si esercita con il comando, da me comandante a voi o a una popolazione che obbedisce, che si suppone obbedisca, essendo ciò assolutamente falso. La sovranità è centripeta: io sono sovrano, e ciascuno di voi lo è, nella misura in cui opero affinché il reale mi sia fonte di beneficio. Usiamo la parola centripeta: da tutto ciò che c’è verrà del beneficio per me. È la formula del soggetto che compie il suo atto. Quell’atto è sovrano perché rende centripeta la sua posizione. In termini più secchi e asciutti, la sovranità è centripeta, è normativa; il comando, la non sovranità, è imperativa. È puro comando e non porta nulla a casa, non ci guadagna nulla. E non perché ci guadagni qualcun altro. Un’altra osservazione.  …

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Pronunciato il 13 giugno 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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