2° SEDUTA – ALCUNI SPUNTI E PRECISAZIONI

Seminario 1998/1999
“LA PSICOPATOLOGIA E LA SUA SCIENZA PRODOTTA DAL PENSIERO DI NATURA”

 

 

Non so voi, ma io ragiono con i piedi, o meglio, voglia Dio che così sia e voglia anch’io. Ragiono con i piedi perché ragiono con la mia legge di moto e non c’è moto senza i piedi, le gambe, i mezzi del moto. Perciò facciamo nostra la disprezzata espressione “ragionare con i piedi”. Del resto, data ad alcuni decenni — io ormai ho un po’ di decenni — comprendere che c’è stato qualcuno prima di me che ragionava con i piedi. Ed è interessante che, tanto per cambiare, ad accorgersene è stata una donna, la più grande di tutti i secoli, la Maddalena: si è accoccolata ai suoi piedi, ha pianto e bagnato con le sue lacrime i suoi piedi, ha asciugato i suoi piedi con i suoi capelli e ha unto i suoi piedi con un profumo prezioso: Gesù Cristo ragionava con i piedi. E non andate a raccontare in giro che io sto bestemmiando. Cristo il moderno.

Ho approfittato di uno spunto offertomi da Glauco Genga.

Altro spunto, che raccolgo: “non necessario ma inevitabile”; sì, molto corretto. Inevitabile vuol dire compulsivo. Vado al cattivo ristorante perché ho escluso in linea di principio di andare al buono, non lo desidero più. Il solo risultato è andare al cattivo: è una compulsione. Maria Delia Contri lo chiamava “di risulta”. È lo stesso. La compulsione è di risulta. Occuparsi di patologia non è occuparsi di un ordine patologico è occuparsi della raccolta, dell’accozzaglia di tutti i possibili “di risulta” che sono in limitato numero. Noi abbiamo individuato quattro raggruppamenti.

Un’altra osservazione. Parlo semplicemente di esperienza, nel senso più ordinario nel lavoro scientifico, nel senso di annotare, annotare, annotare… Alla fine uno raccoglie le esperienze che ha annotato. Forse non sbaglio — il mio “forse” significa “pensateci anche voi” — e a me parrebbe — in questa forma aperta alla ricerca, parola che io approvo, e lo dico perché ci sono stati dei pronunciamenti contro la ricerca e lo spirito di essa; sono stato messo un po’ su un punto di interrogazione a suo tempo 25 anni fa su questo punto, e mi sono detto che va benissimo.  …

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Pronunciato il 23 ottobre 1998
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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