2° SEDUTA – CASISTICA: LA POVERTÀ DELLE FORME DI PSICOPATOLOGIA

Seminario 1997/1998
“LA CASISTICA”

 

 

Ho sentito di fare ragionevolmente bene se individuo il filo fra la volta scorsa e la prossima.

Il filo mi pare essere in questo passaggio, che è stato osservato la volta scorsa e oggi, perché ciò che è stato detto in modo più diretto da Raffaella prima, da Mariella l’altra volta e da Pietro, e per un filo da me, è che c’è un primo tempo nella formazione delle patologie in cui poco fa si diceva che il Soggetto viene messo fuori posto: ossia, con una parola più tradizionale, tecnica, e che ha anche certi echi, il Soggetto è stato destituito. Ed è il bambino che viene destituito dalla sua costituzione: la costituzione sovrana del bambino, quella che si vede quando il bambino è ancora in età da lettino con le sponde, è quella che quando il bambino vede avvicinarsi un estraneo — ma neanche perché estraneo, ma perché per una qualche ragione (e io penso che si tratta di voce sgradevole: sono andato scoprendo negli anni l’importanza della voce sgradevole nei primi tempi di vita) il bambino strilla o non vuole essere preso in braccio e fa tutta la resistenza legittima di questo mondo. In quel caso, se c’è qualcuno al mondo che ha chiarissima la propria costituzione, asserita con tutti i mezzi disponibili, è quel bambino. Sa che cosa sì, che cosa no, e come valuterà l’universo intero.

Il secondo tempo, caratterizzato come quello in cui un Soggetto non solo si ammala, in particolare nella limitazione di certe funzioni, impossibilità, ma passa alla patologia e questo passaggio alla patologia è da definire come il passaggio alla produzione di teorie. Una patologia è una teoria con le gambe.

Sempre più ingente diventa questo punto nella storia della nostra elaborazione. La fissazione stessa, ricordate che è il quarto termine dopo inibizione – sintomo – angoscia, è la fissazione alla produzione di certe piuttosto che di altre teorie, ma pur sempre fissazione alla produzione di teorie. La patologia è una produzione di teorie, e sostenuta nel tempo, all’occorrenza fino all’ultimo giorno.

Il corso di quest’anno inizierà con il Giudizio Universale perché il quesito è: anche al Giudizio Universale io continuerò a sostenere la mia teoria?  …

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Pronunciato il 31 ottobre 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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