2° SEDUTA – DIECI ASSERZIONI SULL’ALDILÀ. CONVERSAZIONE

Seminario 1995/96
“Aldilà. Il corpo”, 2

 

 

Raffaella Colombo

Riprendo e commento i punti proposti da Giacomo Contri in merito al tema del Seminario, e già introdotti durante la scorsa seduta.

1.       Non c’è paradiso perduto

Non c’è paradiso perduto, ma c’è bene divenuto angoscioso, c’è rimozione o caduta della legge di acquisizione del bene. L’idea di un «paradiso perduto» – che più recentemente è stata ripresa nell’idea corrispondente di «oggetto perduto» – è un pensiero della modernità.

Giacomo B. Contri

Il tema del «paradiso perduto» è il tema della nostalgia, ma non corrisponde né al nostro sentimento né al nostro giudizio. Non siamo mai usciti dall’Eden. Nella psicopatologia si fa l’esperienza di stare male in casa propria: la terra è sempre quella, la stessa buona terra, ma risulta alterato il rapporto con il bene. Perciò la nostalgia porta fuori strada, perché porta alla ricerca della strada per ritornare alla buona terra, mentre sulla buona terra si è già. L’esperienza primaria di uomo e donna dovrebbe permettere di sapere che, allorché qualcosa va storto nel rapporto, non va perduto l’uomo o la donna. È un’esperienza addirittura ordinaria: non si tratta di terra perduta, di esilio fuori dalla propria terra. La nostra esperienza, anche dolorosa – ma il dolore non è mai da accentuare per primo –, è esperienza della perdita del rapporto, non della cosa: la cosa resta, anzi l’ordine del sensibile è addirittura accentuato. Non viene perduta la sensazione del reale in quanto benefico, ma viene perduto il rapporto, ossia la facoltà di sfruttamento del giacimento; non ho perduto la città dove sta la mia bella, ma non sopporto più di tornare in quella città.

Raffaella Colombo

Quella città non è più visitabile perché, da un certo momento in poi, è una realtà esterna legata a un altro penoso, a colei che era «la mia bella». Il bene non è perso, ma passa a oggetto, a contenuto del pensiero. Si tratta di due errori, uno conseguente all’altro: 1. l’idea di un bene perduto; 2. la sua raffigurazione nelle fattezze di un oggetto che viene coltivato dal pensiero. Il pensiero normale, al contrario, non pensa intorno alle cose, ma è pensiero della legge di rapporto ossia di beneficio. Riguardo al beneficio, gli oggetti sono i più diversi, ma non sono oggetti del pensiero. Il pensiero, quando c’è, sa fare uso degli oggetti al fine del rapporto.

Il bene diviene angoscioso perché decade il pensiero, perché è ridotta o caduta la legge di acquisizione del bene.  …

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Dal Seminario di Studium Cartello 1995-96: Aldilà, 2, seduta seconda, 15 dicembre 1995.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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