2° SEDUTA – LA DOTTRINA DEL DIAVOLO (CON ALTRI)

Seminario 1986/1987
“ODIO LOGICO”

 

 

Ambrogio Ballabio

[…] è a rigore un atto, che non produce effetti positivi o negativi, un atto che potrebbe essere inteso come totalmente gratuito, ozioso; anche nella tradizione cinese sono cose classiche: in uno dei testi fondamentali taoisti c’è l’esempio dell’albero dailamico che non serve a niente: non si possono utilizzare né le foglie, né il tronco, né i frutti, né il legno, e questo albero antichissimo spiega agli altri alberi: “Vedete, voi producete bei frutti, buon legno, ottime foglie, e morite giovani perché gli uomini vi tagliano perché servite a qualcosa; io sono un albero inutile e continuo a vivere, perché tanto non servo a niente”. Questo era l’ideale taoista, l’agire senza agire, l’essere inutile, e in questo modo si governava il mondo. Anche l’imperatore cinese veniva consigliato dai taoisti di non fare nessuna legge, perché così tutto si regolava da sé, mentre erano le leggi emesse dall’imperatore a creare l’anarchia, proprio perché poneva- no il problema se sarebbero state rispettate o no.

Ma ancora più interessante che verificare quanto di mitologico o di classicamente religioso vi sia in questa teoria dell’aldilà come passaggio per ritornare di qua, è l’idea stessa di qual è il motore della cosa: un agire che produce il “karma”. Quest’ultimo porta poi a ripetere incessantemente l’elenco degli elementi del ciclo: l’ignoranza sarebbe la prima delle cause, che produce delle disposizioni particolari, le quali producono la coscienza; la coscienza pro- duce i nomi e le forme; nomi e forme producono i sei sensi; i sei sensi producono il contatto; il contatto, la sensazione; la sensazione produce il desiderio o la sete; il desiderio, l’attaccamento; l’attaccamento, il divenire e quindi l’esistenza; l’esistenza produce la nascita; la nascita produce la vecchiaia e la morte, e poi si ritorna daccapo. È da questo che bisogna uscire. (…) la collocazione del mito della trasmigrazione dell’anima (…)

Giacomo B. Contri

…che non finisce mai e ricomincia sempre daccapo. È la ragione per cui abbiamo deciso di parlare del buddhismo: il buddhismo è una pratica e una logica che si applica al non concludere sotto il nome per noi inintelligibile di “nirvana”: vien dato il nome di “nirvana” a qualcosa che i buddhisti stessi non sanno che cosa sia, ma è il nome di ciò che concluderebbe.

Cercavo di rifare mente locale su che cosa è questa storia dell’odio logico.  …

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Pronunciato il 28 novembre 1986
Trascrizione e revisione a cura di Franco Malagola e Glauco Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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