Seminario 1998/1999
“IL PENSIERO CON FREUD: IL PENSIERO DI NATURA”
Il solo commento che posso fare è che questa sera ho sentito cose nuove: non succede sempre e questa sera io l’ho sentito.
La prima annotazione è a proposito della rappresentanza. Una mia cliente proprio recentemente ha dato prova di come questo suo trattamento stia andando malissimo e non sa più da che parte girarmi, perché dopo tanto tempo che viene, donna anche di figura gradevole, a giorni dispari sì, giorni pari no, mi ha detto di essere stata dalla sua ginecologa a chiederle di darle una serie di spiegazioni da ginecologo su come è fatta la donna, tra l’anatomico-fisiologico-ormonale, perché voleva proprio imparare qualche cosa di più su che cos’è una donna. Se volete avere un indice che un’analisi sta andando male eccolo. Ho solo modestamente replicato che era tanto tempo che veniva da me a fare lei stessa scuola per imparare la risposta alla sua domanda. Alla lettera, cascano le braccia. In questo caso era l’affidamento alla rappresentazione e la rinuncia alla rappresentanza. Rappresentanza proprio come si dice che il Parlamento “rappresenta” o i Soviet contadini “rappresentavano”. Per esempio, le teorie sessuali infantili — giusta la critica di “teoria” — sono delle rappresentanze: il bambino che ha tutte le rappresentazioni di come è fatto o fatta, al pari della mia paziente, collega le sue rappresentazioni secondo rapporti; ecco la rappresentanza. E dunque pensa che i bambini nascano così o cosà. Le teorie sessuali infantili hanno la rappresentanza di tutte le rappresentazioni che il bambino/a ha in toto. A parte che sulla rappresentanza distinta dalla rappresentazione in tedesco è più facile: sono due parole diverse; ma in fondo è meglio in italiano.
La proposta di Freud, che lui stesso in modo diretto non ha sviluppato — lo abbiamo fatto noi — va incontro io credo in modo unico e risolutivo al più lungo dibattito filosofico sulla rappresentazione. Non dico di più, perché non è la maggioranza dei presenti ad avere una speciale cultura filosofica, ma io ritengo che Freud ha risposto adeguatamente; ossia, l’idea che la rappresentazione non fa giustizia alla realtà perché per fare giustizia alla realtà bisogna rappresentarla per mezzo delle nostre rappresentazioni. La realtà va rappresentata come il deputato rappresenta i suoi elettori, ossia secondo interessi o economia. …
Pronunciato il 6 novembre 1998
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
