2° – STORIA DELL’INDIVIDUAZIONE DI UN CONCETTO DI PSICOLOGIA. A CHE PUNTO SIAMO

Seminario 1991 (Pavia)
“PSICOLOGIA. UNA QUESTIONE APERTA”

 

 

Sono state poste alcune domande: la prima, circa un chiarimento sul concetto di “ricatto” e di domanda-offerta.

La seconda riguardante una puntualizzazione sulle differenze tra la relazione “uomo-ambiente”, da una parte, e quella “uomo-universo” dall’altra, che sembrano avere dietro terreni culturali diversi.

Mi sembra una buona cosa che mi liberi un po’.

Allora, vi voglio dire che il fatto di parlare, di starmi occupando di ciò che si chiama “la” – sottolineato più volte – “la” pretesa, unica, psicologia, mi deprime, mi annoia e mi inibisce.

Sono tre precisi sintomi che ho provato a questo riguardo. Non siete voi: “a”, “a” e “a”. È tutto vero.

Giusto dalla piccola tournée, come si dice, nello stato di Sardegna – perché è uno “stato” – dove mi trovavo benissimo a fare quello che ho fatto, a ventiquattro ore di distanza, sono ripreso da questi stessi tre sintomi; sintomi reattivi, non sono sintomi patologici; riconosco, in questi tre sintomi, la causa. E la causa è “la” psicologia; sono malato della “la” psicologia. Sono, provvisoriamente, non malato – ho sbagliato: non sono sintomi patologici – sono affetto da questa sindrome reattiva.

È bene accorgersi delle cose e chiedersi appunto da dove vengono: vi sono altre risposte. Bisognerebbe decidersi all’invito più esaltante che io abbia mai conosciuto in vita mia, che è «lasciare che i morti seppelliscano i loro morti», al punto che, pensandoci oggi rimeditavo per la prossima volta di mutare il contenuto, il ritmo, l’orientamento della disposizione stessa; assumere come oggetto “la” psicologia, almeno a me, fa solo ormai questo effetto.

Dicendo così ho anche ripreso, richiamato, una parte delle idee esposte la volta scorsa: ho detto che esiste “la” psicologia.

Il solo titolo che abbiano gli psicologi della psicologia, detta anche accademica a pretendere di avere, loro sì, una qualche certezza del metodo scientifico o della scientificità, è un puro sopruso politico che deriva dal fatto che la psicologia è disciplina di Stato. Non sto dicendo nulla di scandalistico; anche la medicina è una medicina di Stato, ma a nessuno di noi verrebbe in mente di protestare. …

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Pronunciato il 28 febbraio 1991
Trascrizione e revisione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Seminario è disponibile sul sito www.studiumcartello.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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