3° SEDUTA – DELL’EZIOPATOGENESI DEL PECCATO DI GOLA

Seminario 1996/1997
“VITA PSICHICA COME VITA GIURIDICA. CASISTICA”

 

 

Anch’io penso che la virtù è il pensiero della legge di natura. Circa il rinunciare o meno a un inventario delle virtù al momento non ho un pronunciamento personale.

Ci stiamo innestando sull’antico lessico e la corrispondente sistematica perché attraverso quel pensiero, per mezzo del confronto con esso, arriviamo ad asserire e mostrare meglio ciò che a quel pensiero ancora non apparteneva. In quel pensiero esiste ancora la distinzione fra morale e oggi diremmo psicologia. È da lì che ero partito per valorizzare il caso particolare del vizio di gola, perché in quel pensiero mai e poi mai sarebbe potuto venire in mente la classificabilità dell’anoressia in un vizio. E del resto oggi è ancora peggio: l’anoressia è una patologia, poi dall’altra parte ci sono le virtù, la teologia morale, la filosofia morale, le virtù civiche. Semmai oggi la separazione è ancora più radicale, mentre quando leggiamo questi passi di S. Tommaso vediamo che ci sono dei punti di oscillazione in cui ancora ancora è ammissibile la possibilità che il pensiero prenda una strada come quella che prendiamo noi, ossia che non c’è alcuna separazione fra morale e psicologia.

Vorrei usare la mia casistica personale per vedere che il “vizio” di cui stiamo parlando può arrivare al sangue.

Un ricordo personale e che non ha un finale pacifico. Posso dire che quando ero un bambino, ero proprio un buon bambino anche nel senso alimentare, molto educato, molto appassionato al cibo, senza stranezze. Una volta una zia che frequentava spesso la nostra casa disse che io mangiavo come un porcello. Ancora oggi, quando incontro questa donna ormai di 84-85 anni non glielo ho ancora perdonato. Il perdono è impossibile. Più grossa di quella non poteva dirla. È stato per pura fortuna che non sono entrato in nessuna patologia grave per quell’episodio. In quel caso il giudizio fu senza pietà per quella persona: me l’aveva fatta grossa. E in questi quarant’anni è una delle persone del parentado che non ho mai desiderato frequentare. Non è corso il sangue, ossia il giudizio non si è alterato in vendetta, perché vuol dire che c’era abbastanza buon giudizio. …

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Pronunciato il 25 ottobre 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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