3° – “DEMOCRAZIA AL BIVIO: UNIVERSALISMO O EGUALITARISMO DA PSICOLOGIA DELLE MASSE”

Solo mezza parola. Suggerisco di avere in mente che con il tema di oggi siamo lì a domandarci se una parola come questa, “democrazia”, ci interessa o non ci interessa, se risuona o non risuona, se è lì che suona fesso, come si dice, o che ha un buon timbro che arriva da qualche parte e si connette con altri suoni con altri timbri quindi se ci importa o non ci importa. Siamo anche a chiederci se siamo in grado di dare un rilievo o disconoscere i rilievi.

Io suggerisco di ascoltare chi parla ora come un’operazione, un tentativo di vedere se ce ne facciamo qualcosa o non ce ne facciamo niente. Noi a livello di questa parola, siamo precisamente a questo punto: nessuno in tutto il mondo può dire che “La democrazia è…”, come si direbbe dei soldi. Non è vero: cosa sono i soldi grosso modo lo sanno tutti, cos’è la democrazia, no. Qualcuno potrebbe dire: “Adesso basta; non gioco più”. Partirei proprio da questo terra terra del sapere se questo è o non è puro significante – parlo lacaniano –, cioè una cosa per cretini: significante vuol dire proprio qualcosa per cretini, che non ha significato, che non ha concetto. Noi siamo a questo livello terra terra che poi è il migliore di tutti.

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Pronunciato il 17 dicembre 2011
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016