3° – IL BACIO

Corso 2001/2002
UN’IDEA SEMPLICE. LA PIETRA SCARTATA. IL PENSIERO

Il terrorismo dell’angoscia che si pietrifica
ossia quando principio di piacere versus amore

 

 

Il bacio. Questo è il tema.

Possiamo applicarlo subito: la ripetizione del bacio. A mio avviso è sufficiente pensare alla ripetizione del bacio perché risulti evidente che non si tratti di compulsione.

Mentre ascoltavo mi tornavano alla mente due celebri raffigurazioni del bacio della storia dell’arte: uno è quello di Canova, quella scultura di Canova che molti conosceranno, questo adorabile bacio di Eros a Psiche. Se lo conoscete andate a rivederlo, se non lo conoscete andate a vederlo e capirete la differenza, dico io, fra un atto erotico e la pornografia. A mio parere nel bacio di Canova è totalmente assente la pornografia. Pur essendo vero che nulla è lasciato all’immaginazione. Ad ogni modo, la verifica sperimentale la potete fare andando a procurarvi una riproduzione del bacio di Canova. Riproduzione, essendo una scultura che è data a 360° secondo latitudine e secondo longitudine; è quello che chiamavo “nulla è lasciato alla fantasia”. E nulla in esso potrebbe fare pensare alla compulsione.

Un secondo celebre bacio è quello di Hayez, che già, a mio avviso è meno… Ma diciamo che è un celebre quadro intitolato Il bacio. Preferisco Canova.

Su Kierkegaard vi riferisco un’osservazione di un momento fa di Pietro R. Cavalleri che condivido in pieno: lui diceva «Più leggo o ascolto, sento parlare come ora benissimo da Sandro Alemani di Kierkegaard e più trovo che abbiamo a che fare con un ossessivo», con l’aggiunta di Pietro R. Cavalleri, altrettanto condivisa da me: «La perversione in Kierkegaard è la via che è data alla nevrosi, è al via di soluzione», in questo caso di non soluzione che è data alla nevrosi. Condivido in pieno e ritengo che la medesima osservazione di Pietro R. Cavalleri sia estendibile… — ma del resto è stato lui l’anno scorso a parlarci dell’angoscia in Kierkegaard e quella di Kierkegaard è un ovvio angosciato, è compulsivo in Kierkegaard il non baciare Regina. Non compulsivo sarebbe se Regina baciasse; è compulsiva l’inibizione a baciare Regina Olsen — di cui Kierkegaard strabocca di parte in parte salvo mentire sull’angoscia facendo il primo uomo della storia che ha veramente parlato dell’angoscia, che ha veramente parlato mendacemente dell’angoscia.

Diversamente da tanti compromessi, mi viene sul filo delle parole in cui noi spesso parliamo mendacemente della verità: è molto più onesto.  …

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Pronunciato il 26 gennaio 2002
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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