3° – L’OPERARE PSICOLOGICO, SCIENTIFICO E PROFESSIONALE NEL LORO RAPPORTO CON LA COMMITTENZA UFFICIALE E INDIVIDUALE

Seminario 1991 (Pavia)
“PSICOLOGIA. UNA QUESTIONE APERTA”

 

 

Partirei dal fenomeno delle domande non fatte e ognuno di voi sa di averne e all’incirca potrei formularne cinque o sei che alcuni di voi sanno di avere formulato…

In questo caso la parola “domanda” è sinonimo di “questione” e vedete come già si apre una strada…

La domanda di cui si tratta è sì o no sinonimo di “questione” oppure dobbiamo accettare che la parola “questione” sia riservata per un concetto molto intellettuale, molto astratto, molto da pochi, di quelli che studiano… invece la “domanda” è più triviale, più volgare oppure più umile?

L’arroganza della questione teoretica e l’umiltà del domandare?

Dicendo questo ho posto una domanda o questione. Mi piacerebbe sapere se qualcuno se l’è mai posta.

Mi è capitato una volta di dire che le due parole sono un solo concetto almeno in un punto, anche se ritengo che per una persona che vive normalmente sia sempre un solo concetto e le due parole sono solo due parole distinte per lo stesso concetto.

E il caso del domandare è fenomeno comunissimo: noi arrivando questa sera in auto l’abbiamo fatto per domandare la strada; è un interrogativo vero e proprio, un interrogativo formale, è una domanda nel senso “dammi un oggetto, del denaro, dei beni”.

L’esempio che ho appena fatto – sto facendo della psicologia, ho solo subito approfittato dello spunto; come vedete sto insistendo progettualmente e con la lingua – del domandare la strada…

Adesso mi è venuto un altro esempio: la domanda di aiuto. Il caso della domanda di aiuto è una delle domande più solite per cui si va da uno psicologo, da uno psicoterapeuta o da uno psicanalista o tutte le altre denominazioni che volete o dalla persona amica e affidabile che poi è psicoterapia come tutte le altre e quando telefonate a qualcuno dicendo: «Sono giù» avete compiuto un atto da persona normale, vi siete procurati uno psicoterapeuta. Cosa credete di stare facendo?

Quando insisto che non si dà che non compiamo atti psicologici…

Il malato clinicamente distorto dalla sua malattia fino a renderlo completamente chiuso, non fa un simile gesto di telefonare dicendo: «sono giù» o «mi capita questo…».  …

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Pronunciato il 14 marzo 1991
Trascrizione e revisione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Seminario è disponibile sul sito www.studiumcartello.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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