3° – L’OSSIMORO DEL CAPITALISMO

Corso 1999/2000
RICCHEZZA E POVERTÀ. IL LEGAME SOCIALE E IL SUO DISSESTO

 

 

Solo degli appunti, come era già nell’intenzione che la vera e propria lezione, tagliatissima, era quella di Alberto Colombo. A proposito di questo «tagliato», ricordo qual è già una nostra prassi: le nostre lezioni sono supercondensate. Il momento dell’articolazione logica è contratto a vantaggio almeno della delucidazione di tesi che sottendono il lavoro dell’articolazione fatta, ma si tratterà poi di aspettare poi i testi. Ricordiamo sempre questo.

Io faccio meno di questo: mi appongo con appunti. Ne dico subito uno.

A proposito dell’idea marxiana dell’uomo come ente generico, io dico che lo psicoanalista non è uno specialista, ma è un genericista. Fate l’uso che potete di questa osservazione che ha tutte le conseguenze.

Osservava una volta Lacan in un appunto da parte sua e nient’altro, in cui qualificava il discorso capitalistico come un discorso astuto. Alberto Colombo ci ha già ricordato l’astuzia della ragione hegeliana ed altre astuzie. Non ricordo quanto tempo fa e in che occasione, ma in un certo momento vi è stato fatto osservare che uno dei nostri motti potrebbe essere «Non facciamo i furbi» e che si osserva che nella patologia si è coatti in qualche misura ad adottare le metodiche del fare i furbi per sbarcare in qualche modo il lunario.

Il lunario sbarcato dall’astuzia capitalistica si chiama marxianamente plusvalore, a condizione di quelle che credo lo stesso Marx, salvo che io stia attribuendo un’espressione di Lenin a Marx — il plusvalore è ricchezza prodotta dall’astuzia capitalistica — alla condizione di quella che è stata chiamata «la miseria del capitalismo».

Abbiamo ben donde di parlare di Marx. Alcuni non possono non avere osservato che ci avvaliamo di una terminologia e più che essa, di estrazione marxiana: divisione del lavoro, nella nostra formula; rapporto di produzione: il rapporto è rapporto di produzione; materia come materia prima; la coppia ricchezza-miseria. Si tratta allora di cogliere in che cosa il rapporto capitalistico non è esattamente il rapporto e il rapporto di lavoro che tracciamo e che costituisce il pensiero di natura, che abbiamo chiamato persino amore e che non è il rapporto capitalistico.  …

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Pronunciato il 15 gennaio 2000
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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