3° SEDUTA – LA GUARIGIONE, SECONDO ALDILÀ. IL PADRE

Seminario 1994/95
“Aldilà. Il corpo”

 

 

  1. Sublimazione e pedagogia

In tutto ciò che abbiamo detto non ci siamo mai staccati da terra; è la patologia a farlo, per sublimare ovvero per confondere le idee in modo da potere ingannare meglio. «Sublimazione» è la parola più oscura e confusa della psicoanalisi, quanto il concetto di «sublime». Già diversi anni fa abbiamo cominciato a opporci all’idea che guarire vuole dire imparare a sublimare e in seguito abbiamo proseguito connettendo la sublimazione alla perversione.

Abbasso la pedagogia. La psiche (l’anima, l’impianto) si avvia prestissimo: a cinque anni i giochi, benché ancora aperti, sono fatti. Partiamo dall’osservazione – vero punto empirico – del fatto che entro i cinque anni la facoltà di elaborazione è piena e compiuta. Siamo freudiani proprio su questo punto, ancor prima che su tutti gli altri: Freud, infatti, ha scoperto – molto più che la sessualità infantile, l’inconscio ecc. – che l’attività elaborativa (cioè intellettuale: la facoltà, la competenza) è costituita nei primi cinque anni di vita. Questo è il motivo per cui affermiamo che la patogenesi è un insulto alla facoltà di elaborazione del bambino piccolo.

2. La fonte giuridica del concetto di Padre

Riprendo in modo esplicito il concetto di Padre connettendolo con i due aldilà, che abbiamo detto essere, il primo, l’aldilà che è il corpo ovvero il corpo come già aldilà e, il secondo, l’aldilà rispetto alla crisi di questo corpo e di questa legge ovvero la guarigione. Dirimpetto alla parola «padre», in primo luogo possiamo osservare che non è affatto detto che tale parola abbia un significato. La domanda è autentica, se, per trovare qualche significato alla parola «padre», si deve andare a vedere il film Re Leone! Allora: questa parola ha un significato? C’è un concetto? Vuole dire qualche cosa? Oppure è solo un’accozzaglia di consonanti? C’è da chiedersi se non sia ora di concludere che è inutile continuare a discutere: «padre» non significa nulla, salvo il fatto di continuare a usare la parola, perché ormai è nell’uso, benché non le si annetta nulla, non ci si attenda nulla né si speri nulla dalla parola e da ciò che a essa corrisponderebbe. Le conseguenze di ciò sono notevoli: alla caduta di qualsiasi concetto di «padre» colleghiamo la possibilità stessa dell’intera psicopatologia. Per questo ci deve essere un punto di partenza.  …

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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