3° SEDUTA – UN ESEMPIO DI GIURISPRUDENZA, OSSIA PSICOANALISI, E PROPOSTA DI UN TEMA DA SVILUPPARE.

Seminario 1998/1999
“IL PENSIERO CON FREUD: IL PENSIERO DI NATURA”

 

 

Ho solo due cenni. Il primo è un esempio di giurisprudenza, di giurisprudenza applicata, ossia di psicoanalisi. Il secondo è il suggerimento di un tema perché qualcuno lo prenda e lo sviluppi.

L’esempio di giurisprudenza. Si tratta del contenuto di una breve recente conversazione con Mara Monetti, da cui sorgeva un quesito. La conversazione per me è stata utile, stante le conseguenze di osservazioni che credo di aver fatto.

Il paziente manca due sedute perché è morto il padre. Tutti sanno di quel comma della norma fondamentale che dice che le sedute mancate si pagano. In tal caso, fare o non fare eccezione alla regola? Questo è opera di giudizio. Ognuno costruisca le risposte e le contro risposte possibili nella discussione del caso. Io corro alla risposta, alla sentenza, anzi al dispositivo della sentenza, dalla ragione, dal motivo. La risposta è sì (poi gli analisti del passato avevano tatto) perché se in caso di morte del padre o di altro congiunto prossimo, sì in caso di terremoto e di fulmine. L’esempio del fulmine lo prendo dal film Il Padrino, quando alla fine il Padrino dice ai suoi colleghi di mafia per salvare il proprio figlio «Io sono disposto a fare la pace con tutti, purché mio figlio sia risparmiato dai mitra degli avversari. Se gli succede qualche cosa, anche se è stato il fulmine, io non perdono». Era bella quella battuta. Si pagano le sedute in caso di morte, e in caso di fulmine, perché la norma, ovvero l’amore, è più forte della morte (frase che è solo di sapore romantico) ed è più forte della natura.

Ossia perché anche in questo caso si tratta di un caso in cui la legge è per l’uomo e non è l’uomo per la legge. Se qualcuno vuole pensarci potrebbe anche dare un contributo di pensiero sostituendo all’aggettivo “forte” un aggettivo migliore: non è una questione di forza. Eccetto che la parola “forza” sia fatta risultare per un’altra via, ossia per la via per cui una forza si applica per l’esercizio di un lavoro.

Il secondo è un tema che suggerisco. Una tecnica è un rapporto, etc. Inutile che noi usiamo la parola rapporto senza sapere in partenza il terzo termine dei due del rapporto, ossia il profitto. Non c’è rapporto perché ci siamo “tu ed io”.  …

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Pronunciato il 5 dicembre 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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