4° – “FELICITÀ VA CERCANDO … È UNA QUESTIONE D’AMORE (OSSIA GIURIDICA)?”

Corso 2009/2010
L’ALBERO E I FRUTTI. LA RETTITUDINE ECONOMICA

 

 

Approfitto di parole che abbiamo appena sentito, pongo i miei soliti appunti per proporre una formula come questa: ego lego, faccio legame sociale, legame sociale vuol dire per tutti; ego lego non attacco, che è il lego. Questo gesto ha due versioni opposte fra loro. Nell‟attaccamento – lasciamo stare di citare il solito autore – non c‟è perdita, la perdita è l‟attaccamento, con tutte le parole che si connettono, il contatto. Suggerisco di non fidarvi del detto: “Lontan dagli occhi, lontan dal cuore”. Voglio dire che a me capita ancora oggi di incontrare persone che non vedo da uno o da tre anni e di ri-legare subito, senza che, cioè, il tempo abbia intaccato minimamente il legame. So per certo che questo vale anche per persone che non ho mai visto né conosciuto; potrei incontrarle domani e, come si dice, è come se ci fossimo conosciuti da sempre.

Ho continuato a ricordare con simpatia un apologo che veniva raccontato al liceo, storiella fra Dante Alighieri e Guido Cavalcanti. Un giorno Dante e Cavalcanti si incontrano in piazza della Signoria. Cavalcanti domanda a Dante: “Come ti piace l‟uovo?”. L‟incontro finisce lì. Un anno dopo si incontrano di nuovo in piazza della Signoria. Dante si rivolge a Cavalcanti e gli dice: “Col sale”. È un buon esempio, un buonissimo esempio.

Ho già parlato della parabola dei talenti come quella in cui la relazione, il rapporto, partnership avviene fra due che per un bel pezzo non si vedono affatto, non hanno attaccamento. Il legame è l‟affare e non c‟è affare senza profitto e chi è orientato al profitto neanche ha come voce di bilancio la perdita, tutt‟al più c‟è il corretto tener conto delle due liste entrate–uscite, e lasciamo stare le partite doppie ecc., ora oneste, ora meno oneste.

Tra l‟altro nell‟attaccamento in verità dico il contatto, nell‟attaccamento, escluso che abbia alcunché a che fare con l‟amore – idea plurimillenaria e falsa –in verità e in realtà si tratta di fissazione, non c‟è niente di reale. La fissazione è un‟astrazione, poi si crede – voce del verbo credere nel senso della peggior credenza – che comunque la persona a cui c‟è sempre stato l‟attaccamento (di solito, poverina, è la solita madre, ma solo come modello, cioè astratto) la si conosceva. Non è vero. Uno dei benefici che mi ha dato la mia analisi è che, arrivato a un certo punto, io ho cominciato ad accorgermi che cominciavo a conoscere chi erano quei tizi che erano mio padre e mia madre e che io non avevo mai conosciuti. …

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Pronunciato il 16 gennaio 2010
Trascrizione a cura di Sara Giammattei.
Revisione a cura di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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