4° – INTRODUZIONE E COMMENTO

Corso 1992/1993
“PSICOPATOLOGIA”

 

 

Buon anno! Anche ai malati, che quando sono malati psichici fanno come non avessero sentito. In parte a ragione, in parte a torto. Non sottolineo l‘aspetto del torto nel ―fare i sordi‖, ma sottolineo solo il verbo fare, cioè attivo: “si fa i sordi”, come si dice “fare l‘orecchio da mercante”, soltanto che il malato psichico non fa il mercante. Per questo il mercante che “fa l‘orecchio da mercante” è sano, quell‘altro no.

Sottolineo l‘aspetto di ragione, per poter dire “buon anno” e bisogna che non sia solo arrivato il primo gennaio. E deve essere una specie di anno Mille. Io non sono millenarista, ma il pensiero della guarigione è il pensiero di un anno Mille.

È arrivato un ultimo — l‘ultimo in ordine di tempo — biglietto con una domanda, di qualcuno di voi; suppongo sia presente la persona che ha formulato la domanda. Una domanda che più che semplice a reputare, chiamo ingenua. Poiché questa domanda potrebbe essere stata formulata da ognuno o quasi dei presenti, sto parlando a tutti. La domanda, brevissima, è: «Che cosa è l‘isteria?». É una domanda ingenua; so cosa dico usando la parola ingenua. Ne avevo già parlato qui, dicendo che è il segno del peccato originale nella natura. Il peccato originale essendo quello che non comporta ancora l‘avere fatto nulla di male, l‘avere compiuto alcun reato o peccato. È una domanda ingenua, formulando la quale ognuno di voi, nel formulare questa domanda, la formula con una ingenuità: sto dunque nobilitando questa ingenuità, che ha ormai intorno ai 160 anni di vita. Si è cominciato 150-160 anni fa a chiedersi «che cosa è l‘isteria».

Salvo una certa novità, su cui ora non mi fermo, individuata, mezza scoperta, mezza inventata — scoprire e inventare sono due cose diverse — da qualcuno, in questi 160 anni, arrivando qui vicino ai nostri anni, sul sapere cos‘è l‘isteria ci si è semmai allontanati. L‘idea di un progresso scientifico in queste cose è meglio che l‘abbattiamo subito. É vero che nelle scienze possiamo ammettere l‘esistenza di quel modo di procedere nel tempo che viene descritto, designato con la parola progresso, non è il nostro caso. E‘ già tanto se sull‘isteria non si è progredito nell‘oscurità e nell‘oscurantismo. Anzi, cancello il «è già tanto»: è così.   …

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Pronunciato il 9 gennaio 1993
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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