4° SEDUTA – DELLA MALVAGITÀ (CON ALTRI)

Seminario 1986/1987
“ODIO LOGICO”

 

 

Giacomo B. Contri

La malvagità è il tema. È stato dopo la conversazione con gli amici del Direttivo che ho cominciato a pormi il tema della malvagità; pochissimi al mondo sono persuasi che la malvagità esista. La parola “malvagità” ci offre dunque l’occasione di vedere che cosa accade con le parole allorché si fanno le sempiterne confusioni fra il significante e il concetto; in questo caso “malvagità” rimette in moto la parola “odio” che in un primo tempo era stata qui movimentata (odio logico). La parola “odio” sentivo che iniziava a fissarsi, e dire che era stata introdotta in un movimento indubbio, e per di più scollando la parola “odio” dal fare coppia fissa con l’amore.

Se ci pensate, è folle che si parli di coppia dell’odio e dell’amore, è una coppia che non si è mai sposata; come si possa avere inventato la parola “ambivalenza” mi sembra una perversione intellettuale enorme: per definizione e per realtà l’odio e l’amore non si sposano, non fanno coppia (pensate allo stato della dottrina e dei pensieri psicoanalitici in genere, connotato dalla persistenza di una simile idea…)

Oltretutto è abbastanza curioso che in questa coppia l’odio è più virile. Ho sentito diversi anni fa fare apologia di odio, e in modo sufficientemente razionale per essere stimolante: la tesi di questa persona era che attraverso l’odio si diventa più intelligenti. Per un po’ di tempo la tesi mi aveva colpito, non sedotto perché mi ripugnava, ma in un primo tempo mi ero detto che bisognava vedere, che forse sbagliavo io. Per arrivare poi alla conclusione che la mia era una onesta e corretta ripugnanza. L’interessante di una tesi del genere era che l’odio per definizione fa solo malefatte, ma se fa diventare più intelligenti, almeno una la fa buona. Ora − il processo dell’arrivare a conclusioni è più misterioso di quel che crediate, e il percorso delle argomentazioni non è affatto vero che ripercorra il percorso soggettivo, ma certamente tutte le vie conducono alla Roma di una conclusione dottrinale − una delle vie era l’osservare che non trovavo nessuno che dall’odio fosse reso più intelligente.

Appena postomi il tema della malvagità, che dunque tratto in sinonimia con “odio”, mi è venuta la curiosità di sapere da dove viene “malvagio”: viene da “malifatius”, essendo interessante che è costruito come ed è l’opposto simmetrico di “Bonifatius”, Bonifacio.  …

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Pronunciato il 23 gennaio 1987
Trascrizione e revisione a cura di Franco Malagola e Glauco Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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