4° SEDUTA – NON UCCIDERE: IL «TU A TU» DI CAINO E ABELE

Seminario 2000/01
“IO. CHI INIZIA. LEGGE, ANGOSCIA, CONFLITTO, GIUDIZIO”

 

 

A proposito di cose turpi, io faccio appello solo al fatto che in questa stanza tutti hanno esperienza dell’analisi, personale. Fino a quel certo giorno c’era una certa cosa, che giudicavo turpe, e che nel suo atto lo era, di cui non potevo permettermi di parlare, in nome della vergogna, del pudore. Allorché si va a osservare le parole, le frasi con cui finalmente ne parlo, si vedrà che quelle frasi non contengono turpitudine né la designazione stessa dell’atto turpe. Non c’è differenza fra conversione della lingua e conversione a un pensiero sano.

Di mio volevo dire questo, svelto. Non uccidere, il fatto che non si uccida non è il risultato dell’obbedienza al comando del Non uccidere. Non è vero. Il non uccidere è ma neanche una conseguenza, ma nemmeno presa in considerazione del Non uccidere. In ragione del fatto e solo e niente altro che il pensiero di natura non comporta l’uccidere. Tutto lì. Persino il nemico va sottomesso a partner. Quindi, è il pensiero di natura, che non comporta l’uccidere. Non è vero che perché si dice Non uccidere nei comandamenti o nel codice penale, che si finirà all’ergastolo se…, non è vero che è per questo che non si uccide, come si verifica. Non devo dare dimostrazioni, e basta. Il Non uccidere è perché c’è un pensiero che non comporta l’uccidere. È un’altra strada, in cui l’uccidere non è uno dei casi dell’azione.

Altra connessa osservazione: riuso ancora il mio maestro Lacan che diceva Tu es, poi restringendo un po’ la pronuncia del es, che qui è larga, ne fate un Tuer: Tu es, vuol dire «Tu sei», Tuer è il verbo «uccidere». Lui un po’ giocando su una e larga e una e stretta, diceva che Tu es è Tuer. Che fino a che siamo al «Tu sei»… E io dico: aveva ragione. Perché aveva ragione? Perché ancora al pensiero di natura, la nostra semplicetta formula — io non sono ancora arrivato a esaurirne il campo, tanto è vero che ogni volta trovo un’applicazione nuova — non è che S e A si dicono «Tu». Quando cominciano a dirsi «Tu», al «Tu sei» passano al Tuer.  …

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Pronunciato il 23 febbraio 2001
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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