5° – CASISTICA/CASISTICHE

Corso 1996-1997
ISTITUZIONI DEL PENSIERO LAICO: L’ESPERIENZA GIURIDICA

 

 

Provo rapidamente a caratterizzare il ferro, abbastanza caldo, che vogliamo battere. Non siamo tanto interessati a proiettarci sul tema «casistica» di alcuni secoli fa, ma a proiettare la casistica di alcuni secoli fa su ciò che in più, rispetto ad allora, sappiamo e vogliamo. Il nostro intendimento, e progetto, è il seguente: siamo contrari alla divisione in ambiti casistica, poiché, se la accettassimo, per il mestiere che pratichiamo, saremmo costretti a rappresentare la casistica psicologica o psicopatologica, la casistica del diritto penale, la casistica medica, la casistica morale, e così via. Si tratterebbe di un divide et impera, che peraltro appartiene alle nostre patologie: nella misura in cui ognuno di noi vive intellettualmente e praticamente secondo questi quattro ambiti casistici, e specialmente secondo la divisione casistica psicologica e casistica morale, ognuno di noi è malato, ha intelletto e pratica disturbati.

Tale problematica non riesce neppure ad affacciarsi alla casistica che il professor Cusatelli ci ha illustrato. Egli ha ben caratterizzato il Probabilismo in base al principio-massima che la legge dubbia o incerta non obbliga; noi osserviamo che chi si sente obbligato dalla legge dubbia è uno scrupoloso, cioè un nevrotico ossessivo. Nel Cinque-Seicento il confessore avrebbe detto a tale scrupoloso: «Questo non è un peccato». Alla divisione tipicamente nevrotica, si oppone il perverso Pascal: in simili conflitti, perde sempre il nevrotico e vince il perverso. Ho illustrato ciò che vogliamo.

Cosa sappiamo? Rispetto al tema della libertà, sappiamo il grande spostamento operato da Freud: anziché essere connessa al volere, la libertà è connessa al pensare: nella coazione, nel pensiero inibito, limitato, la illibertà è nel pensiero.

Che cosa potrò? Quando la parola «dimenticanza» è stata analizzata come demenza, si è affermato un principio classificatore anteriore a ogni distinzione fra psicologia e morale, e impensato prima di Freud. Per i due casi di demenza egli afferma infatti l’esistenza di un principio classificatore, simultaneamente morale e psicologico, fondato sulle illibertà del pensiero: la dimenticanza della rimozione, che si butta verso la nevrosi, e la demenza intellettuale, o dimenticanza, della perversione, che consiste nel rinnegamento e nella sconfessione.   …

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Pronunciato il 8 febbraio 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume L’ esperienza giuridica, Sic Edizioni


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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