5° SEDUTA – LA POVERTÀ COME PRODOTTO

Seminario 1997/1998
“LA CASISTICA”

 

 

Approfittando della frase letta da Bolis sui poveri che vengono abbattuti: i poveri non vengono mai abbattuti. I poveri nella nostra civiltà e cultura sono una necessità dell’economia e della cultura. Il povero è un prodotto. Il libro di Giobbe insegna: i poveri sono un prodotto, e non sono un fato, un destino. In generale, che significa con efficacia immediata per tutti, dico e suggerisco che la psicopatologia è l’assunzione su di sé più o meno meditata della teoria della necessità della povertà. Le sedute preliminari si trovano a scontrarsi precisamente con questo. Si scarta la teoria della necessità della povertà, si seleziona. L’obiezione a ciò, l’odio che prende le vesti caritatevoli, è che non è caritatevole selezionare, neanche quello che non ha messo la tunica, come ricordavo l’altra volta. Curare lo fa chi sta bene e chi sta bene non vuole trovarsi in cattiva compagnia: è la ragione del selezionare. Dunque la selezione è un’autoselezione. Curare è dunque un’attività divina. Salvo che pensiate che Dio sia uno sporcaccione che ama le cattive compagnie, che è la grande teoria di Kierkegaard.

Vi ricordo lo schema del rapporto S—A con la freccia : il curante non sta in A, giusto giusto come Dio. È uno che sta sempre in S, ossia che non si muove senza l’incremento di ciò che è già dato, senza il profitto o plusvalore. Per spostarsi dall’altra parte ci deve proprio essere chiamato: è la teoria della domanda. È uno che ha sempre voglia di stare nella posizione di S. Ma se non forzato, ma chiamato, si sposta, semplicemente perché glielo hanno chiesto bene.

Allora, quando si sposta, quando parla non ammette di non essere ascoltato. Piuttosto resta in S, sta zitto e non agisce.

È stato Kierkegaard a pensare specialmente Dio — di cui non gli importava un fico secco — e lo fissa in A. Nella noia di ascoltare chi non vuole parlargli e di parlare a chi non vuole ascoltare. Quante volte sento: «Scusi, come ha detto? Non ho sentito bene…», sordità funzionale.   …

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Pronunciato il 28 novembre 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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