5° – PERSONAGGI S-PENSIERATI O LA DECAPITAZIONE DELLA CIVILTÀ

Corso 2001/2002
UN’IDEA SEMPLICE. LA PIETRA SCARTATA. IL PENSIERO

Il terrorismo dell’angoscia che si pietrifica
ossia quando principio di piacere versus amore

 

 

Dico subito che non mi sono messo d’accordo con Maria Delia Contri e con Alberto Colombo, ma tant’è, potrebbe sembrare.

A mio parere serve sapere, senza fare gli intelligentini che non conviene mai, che nella pietra scartata che è quella, la pietra scartata dalla spensieratezza — il pensiero della spensieratezza è quello — è bene sapere che nella pietra scartata così come l’abbiamo scritta, esisteva già e coscientemente, quasi dichiaratamente — io a volte alcune dichiarazioni le lascerei andare soltanto perché alcune volte provo il desiderio di provare a essere un po’ più spicci, un po’ più solleciti nei movimenti, provare a guadagnare il tempo, a riscattare il tempo — in quella formula era già abbastanza esplicitamente dichiarato un importante riferimento a Nietzsche e alcuni che c’erano allorché era in Cattolica che ci riunivamo, alcuni ricorderanno che ciò che sto dicendo era anche stato scritto alla lavagna. Intendo dire che in quell’epoca, in quegli anni avevo letto il Nietzsche di Heidegger e da alcune pagine ero stato aiutato appunto nel perfezionamento di questa nostra formula; in quelle pagine in cui Heidegger chiarisce che la volontà di potenza di Nietzsche è la condensazione, la coincidenza, l’unione di volere e potere in un medesimo individuo. Ossia, fuori da ogni rapporto.

Io ricordo che nella nostra formula con la freccia g e la freccia d avevo scritto «potere» sotto e «volere» sopra. Ossia, che volere e potere — buona cosa il poter potere, buona cosa il poter volere — non c’è poter potere, né poter volere, né poter potere nella volontà di potenza, che c’è il poter potere, il poter volere allorché si tratta dell’ennesimo caso di divisione del lavoro.

Nel suo atto il soggetto mette un altro in condizione di potere e un altro mette il primo in condizione di volere.

Avevamo già risposto: utilizzato Nietzsche, utilizzato Heidegger, e passati un po’ oltre con una certa sollecitudine.

Mi era già capitato di dire della condensazione in un medesimo individuo di potere e volere: basta questa premessa per sia clinicamente, osservativamente, sia inferenzialmente scoprire cos’è l’impotenza. Parlo proprio dell’impotenza: l’impotenza intellettuale, non riuscire neanche a leggere un libro, l’impotenza sessuale… Unite il potere e volere in un medesimo individuo e avrete i fenomeni clinici dell’impotenza. …

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Pronunciato il 23 marzo 2002
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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