5° SEDUTA – “CASTRAZIONE È OGNI VOLTA CHE UNO SA FARSI AIUTARE” (CON ALTRI)

Seminario 1986/1987
“ODIO LOGICO”

 

 

[…]

Giacomo B. Contri

Il sintomo è sicuramente il risultato di un “dover andare così”; e c’è solo una legge così formulabile: se rimozione, allora ritorno del rimosso. In cui il Superio, cioè un’altra forma di obbligazione, non c’entra niente col sintomo.

Se il soggetto persevera nella rimozione, allora si ha nevrosi. “Errare humanum est, perseverare diabolicum”: così la prima rimozione non è mai nevrosi, la seconda sì. Alla prima rimozione il soggetto farà un lapsus: il lapsus non è nevrosi, anche se è fatto come un sintomo; la seconda volta, se non lo riconosco, non sarà più un lapsus, ma produrrò un sintomo. Il Superio allora c’entra col sintomo, ma nella riproduzione della rimozione, non nella produzione del sintomo. (…) Sulla scia di quanto detto da Ballabio, ecco un accrescimento dell’area del “dover andare così” e cioè delle leggi che possono apparire, che ho chiamato “obbligazioni”.

(…) A proposito dell’alternativa che si è detto, fra legge e Super- io: se legge, allora l’inconscio funziona, se Superio, allora l’inconscio non funziona; il Superio è la prima malattia dell’inconscio.

(…) A proposito di psicoanalisi e arte, forse per un’inettitudine personale, non ho mai saputo parlarne. Si sente dire che se uno è un artista e fa un’analisi, guarisce anche dall’essere artista, non farà più arte; come se uno fa politica e fa un’analisi, non avrà più voglia di fare politica. È un pregiudizio in entrambi i casi, è lo stesso pregiudizio che si esercita in diversi luoghi, che ha voglia di ammazzare molti luoghi.

Gustavo Bonora

L’opera d’arte, anche la più astratta, è così impegnata a descrivere qualcosa, che è eletta.

Giacomo B. Contri

È una vecchia storia quella che psicoanalizzando si tratta l’arte come prodotto sintomatico, e allora tante bestialità dotte: e siccome in qualche punto, a qualche livello si trova la metafora nell’arte, e il sintomo è una metafora, ecco che l’opera d’arte sarebbe sintomatica. Sarebbe come dire che la poesia è metafora e allora ha la stessa struttura del sintomo! Occorre chiarezza: la poesia ha la struttura di una metafora, ma non è prodotta allo stesso modo in cui è prodotta la metafora del sintomo. Si tratta comunque di una disputa vecchia, che data dalla prima metà dell’Ottocento, da quando cioè Hegel ha cominciato a parlare di morte dell’arte.  …

Leggi tutto


Pronunciato il 6 febbraio 1987
Trascrizione e revisione a cura di Franco Malagola e Glauco Genga
Testo non rivisto dall’Autore


Download

File Dimensione del file
pdf 870206LP1 654 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2021 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016



Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Contatore utenti connessi