5° SEDUTA – L’IMPURITÀ È LA PRESUNZIONE DELL’AMORE

Seminario 2000/01
“IO. CHI INIZIA. LEGGE, ANGOSCIA, CONFLITTO, GIUDIZIO”

 

 

Dico qualcosa io, qualche appunto. Scusate lo stile di appunti. Il tema è l’impurità.

Dato che questa riunione di Il Lavoro Psicoanalitico è di persone che praticano, salvo forse qualche eccezione, ogni anno che passa, e più io come solo consiglio, come si dice «Ai giovani analisti» — era un titolo di Freud; mi ci metto anch’io — dico: obbedite alla tecnica, osservate la tecnica, gli elementi, le cose, a costo di sentirvi rigidi, e di sentirvi obiettare di rigidezza, di schematismo. Piuttosto pagare questo piccolo scotto. Questo elementare spartito, non discostarsi da questo elementare spartito.

Ma detto questo, noi poi, io negli ultimi anni sempre più mi convinco di questo punto di approdo: che alla fin fine si arriva a trovare che mi hanno derubato o mentito e io non ho trovato da ridire. Può essere che nella reminiscenza corretta, personale, si trovi che avrei avuto da ridire, ma non potevo ridire. Allora, per esempio all’età di otto anni ho imparato a stare zitto. E mi hanno derubato e mentito — ed è questo il tasto su cui insisto da un po’ di tempo — in nome dell’amore, non il ladrone di strada o l’amministratore infedele. Soprattutto facendomi credere nell’esistenza di un problema sessuale o di una difficoltà sessuale, o di un problema con il partner dell’altro sesso. Ossia, ponendo una domanda sul senso della vita sessuale. Domanda iniqua sul senso: dimmi perché? I due sensi tradizionali sono il figlio e l’orgasmo. Nel poco in cui cerco di essere breve, arrivo a dire che il senso è già scritto nella nostra formula ed è un altro e non è più una domanda ricattatoria. Se non lo fai per il figlio, se non lo fai per l’orgasmo — si chiama pornografia — e se non lo fai per l’Inghilterra e allora perché lo fai? Ergo no. È l’inibizione. Adesso aggiungo qualcosa e poi dico la mia risposta su questo punto. Ma poi in fondo sono due cose: impurità, atti impuri, poi va a sapere in ebraico… Ma siamo lì. Non puri. Atto impuro, cioè alla lettera non casto, incestuoso. Incesto vuol dire impuro. Io dico che la parola impuro, in una direzione che va totalmente contro la purezza di Kant, ma via, atto impuro ha un solo significato: un atto è impuro allorché è doloso, ossia produce un danno. Si tratta di un delitto.  …

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Pronunciato il 23 marzo 2001
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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