5° SEDUTA – OSSERVAZIONI

Seminario 1994/1995
“VITA PSICHICA COME VITA GIURIDICA”

 

 

Il diritto vigente di ogni soggetto

In tutte le patologie i sessi vengono alla ribalta prendendo voce in capitolo, in forme diverse e in misure spropositate, fino alla più grande indiscrezione, fino alla monomania, al contrario di ciò che dovrebbe risultare palese: la discrezione (la parola più precisa è “verginità”, che caratterizza la normalità della quale parliamo).

Ogni soggetto si regola secondo il diritto vigente, che è quello che gli è proprio. I diritti vigenti non sono mille: ne esiste uno solo (quello normale), più altri quattro (quelli patologici), al di là del diritto dello Stato. Quello che chiamiamo “psiche” (la vita psichica) è un diritto vigente, proprio come si dice: “Io mi comporto secondo il diritto vigente in Italia”.

Nella condizione umana – riguardo al diritto vigente – la normalità ha questo di proprio: ogni momento possiamo commettere infrazione al diritto vigente (alla nostra formula), non solo perché ciò accade al bambino che si ammala, ma perché nell’adulto, anche guarito, l’infrazione alla legge è sempre possibile. La normalità lascia intatta questa possibilità.

Se noi non sentiamo speciale esigenza di collaborazione con giuristi, è per l’unica ragione che siamo colleghi: noi infatti diciamo che tutti sono magistrati o avvocati nella misura in cui si confrontano con la guarigione (nella misura in cui la norma è tenuta come termine di paragone). Ma ci distinguiamo da avvocati e magistrati perché ci occupiamo di un’altra classe di delitti, non meno delitti. Le cose che andiamo dicendo da quattro anni costituiscono una competenza giuridica non meno giuridica di quell’altra.

Vi porto un piccolo esempio. Si tratta di una paziente giovane, venticinque anni, passata da anoressia e bulimia. È capacissima della più grande indifferenza in tutto: al cibo, ovviamente. Capacissima di gonfiarsi e sgonfiarsi come i soffietti, dal lato bulimico o dal lato anoressico, così come nulla fosse. In particolare una bella indifferenza sul piano sessuale: è capace di passare dai numeri prostitutivi più incredibili a lunghissimi periodi in cui potrebbe essere considerata una vestale. In una delle sue performance più recenti è andata a cercarsi un qualcuno attraverso le rubriche dei giornali per incontri di un certo tipo, ponendo un’unica condizione: non sapere come si chiamasse l’altro.    …

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Pronunciato il 20 gennaio 1995
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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