6° – CONCLUSIONE. A CHE PUNTO SIAMO?, 3

6° SIMPOSIO
CONCLUSIONE. A CHE PUNTO SIAMO?

Conclusione

 

Come Giulio Cesare: “Veni, vidi, vici”. Non so se conoscete uno sketch televisivo di altri tempi, quando in televisione si era più intelligenti: Giulio Cesare vince in Gallia, fa prigioniero Vercingetorige e poi vuole mandare un telegramma al senato romano per raccontare cosa ha fatto. Scrive pagine e pagine per raccontare come è andata, però l’addetto torna dicendo che il costo del telegramma è molto alto. Allora Cesare detta una seconda stesura lunga solo un foglio, ma i telegrafi d”epoca costavano cari e allora decide l’abbreviazione massima: “Veni, vidi, vici”. Brevissimo: dovremmo parlare così anche noi.

A che punto siamo: quando finalmente diventa “a che punto eravamo”, questo è il punto in cui smette ogni impuntamento perché è il punto in cui si cambia discorso.

Qual è il cambiamento di discorso? Riguarda l’atto; Lacan ha fatto tutto un seminario intitolato L’atto psicoanalitico, senza concludere se c’è un atto psicoanalitico perché non lo poteva ammettere. É da queste cose che io ho preso la mia strada, ormai trent’anni fa. Ho tutte le giustificazioni per Lacan, ma solo giustificazioni. Quindi è vero che io ho preso un’altra strada: non un’altra, ma l’altra, quella che Lacan non ha preso.

Il punto in cui, ahimè, siamo nel nostro mondo e anche riguardo a noi stessi, e cioè senza cambiamento di discorso, è il punto descrittoci anche prima da alcuni interventi, in particolare da quello di Ballerini, per cui tutto – televisione, politica, narrativa ma anche la vita più privata – si svolge nel progressivo annullamento della possibilità dell’atto: c’è atto, se ci sono frutti, prodotti, effetti. La parola “effetti” non è quella che preferisco, perché tutto ciò che vado dicendo dell’atto, da vent’anni in qua, è che si tratta di un atto in quanto è raccolto da un altro: del mio atto ci sarà stato atto, se qualcun altro ne fa qualche cosa; “peste lo colga” se non ne fa qualche cosa. L’atto è tale in quanto ciò che risulta da esso è creazione ex nihilo, come Dio che ha creato dal nulla, non c’è un precedente; il pensiero della scimmia da cui discenderemmo è un pensiero che nega l’ex nihilo: dalla scimmia, e la scimmia a sua volta da altro, una catena causale e/o evolutiva. Una delle prime idee della psicologia novecentesca è stata l’idea, riferita al bambino, di psicologia dell’età evolutiva, cioè esisterebbe solo serie causale. …

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Pronunciato il 21 giugno 2014
Trascrizione a cura di Sara Giammattei.
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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