6° – CONCLUSIONE. LA DIFESA DEL PENSIERO, 4

6° SIMPOSIO
CONCLUSIONE. LA DIFESA DEL PENSIERO

 

L’eccitamento è amico. Basta. Nient’altro da dire.
L’eccitamento – che da anni ed anni io traduco etimologicamente come citazione e anche come vocazione, sollecitazione al moto – è amico ed è la via della relazione con la realtà.
Commentavo molto recentemente con qualcuno quale infamia, o almeno che stupidità, hanno tutti coloro che usano espressioni del tipo: “Sbattere il muso contro la realtà”, “Il realismo è scontrarsi con la realtà” ecc. Questo pensiero o è un crimine o è il pensiero di uno stupido.
L’eccitamento, vocazione, messa in moto è amico, tutto il resto si potrebbe aggiungere ma non lo faccio.

Un’altra osservazione sul parricidio.

Ma insomma, alla fin fine su tutti i punti bisogna aspirare ad arrivare almeno ad uno: chi è la vittima del parricidio? Il mio papà che ho ammazzato? Cretino lui che si è fatto ammazzare, cretino io che l’ho ammazzato. Dopo di che c’è anche il codice penale, ma è cretino. Non è il papà la vittima del parricidio.
La vittima del parricidio è il mio pensiero, questo è caduto sul campo. Si chiama anche perdere la testa. L’innamoramento come perdere la testa è un caso di parricidio.
L’arma – come si dice uccidere qualcuno un po’ all’antica con l’accetta, sangue che cola etc. –, l’utensile secondo me più micidiale (alla lettera, cioè che uccide) per il parricidio, come uccisione del pensiero, è l’ideale.
Un’altra osservazione, e poi dico la conclusione che mancava prima. Siamo stati informati ora da Gabriella che spesso si dice o si pensa che Istituzione è uguale gruppo: guardate che solo questo pensiero denota la debilità mentale di chi lo dice. Noi abbiamo troppa nevrosi per accorgerci di quanto debile sia colui o coloro che dicono un’idea simile.
Il coraggio intellettuale poi è una cosa terra terra, è fare l’osservazione che ho appena fatto: “Quello è un idiota”.
Pensare l’Istituzione è pensare come qualsiasi pensiero degno di questo nome sa già fare: l’Istituzione è la Costituzione italiana che fa l’Italia. L’Italia esiste perché c’è la Costituzione italiana, questa è un’Istituzione, il Diritto è un’Istituzione ecc. ecc. …

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Pronunciato il 29 giugno 2013
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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