6° – PSICOPATOLOGIA NON CLINICA. LA NEUROPSICOSI DA OFFESA: IL TALENTO NEGATIVO (II PARTE)

Corso 1991/92
“PSICOPATOLOGIA”

 

 

Introduzione

Nella cronologia di questo Corso, la lezione odierna è intermedia sia numericamente sia perché si colloca tra quella che abbiamo chiamato “Psicopatologia non clinica” e almeno lo schizzare quello che ho chiamato il prodotto del talento o della facoltà o della competenza individuale a stabilire un norma, una norma propria del soggetto. Inutile ripetere sempre la tesi più generale di questo Corso: ogni psicopatologia segue (per usare una parola più prudente che: “è effetto di…”, “è causata da”), segue a un atto di esautorazione, di corruzione, di perversione di una facoltà individuale.

Ho appena usato e introdotto la parola “talento”. Nella nostra cultura, la parola “talento” sapete da che fonte è stata introdotta? È buona cosa il trattare questa parola come sinonima di facoltà, di competenza individuale, di capacità in senso giuridico.

Il titolo di questa sera è:

IL TALENTO NEGATIVO

Nessuno ne ha mai sentito parlare perché sono io che ne parlo per la prima volta. Dopo Madame de Staël, che lo usò all’inizio del secolo scorso in una lettera e dirò subito perché ho adottato questa espressione.

Si tratta di fare un passo avanti riguardo al contenuto della norma che risulterà e risulta descrivibilmente danneggiata in ogni psicopatologia, in tutte le psicopatologie. Non uso subito le parole correnti a questo proposito perché le parole correnti, a questo proposito, non sono solo “usate” (e questo va benissimo, io porto più volentieri le scarpe usate che non le scarpe nuove)…, non è vero che il linguaggio si presta all’usura, è assolutamente falso che esiste l’usura del linguaggio, delle parole. Così come è falso che esista l’usura dell’amore o che l’abitudine usuri o che la ripetizione, non obbligatoriamente patologica, usuri; ed è così falso che la ripetizione (così come i giorni e le notti ogni giorno si ripetono e la cosa non si usura), è così vero che è falso che la ripetizione usuri, che è precisamente la ripetizione patologica, automatica, che continua a ripetersi per i secoli dei secoli senza usurarsi mai.  …

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Pronunciato il 21 febbraio 1992
Trascrizione e revisione a cura di Pietro R. Cavalleri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Corso è disponibile nel sito www.sicedizioni.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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