Una parola quanto al solito autismo o psicopatologia precoce; è preferibile autismo, ma qui non è il caso di sofisticare.
Vi suggerisco di pensare ad un esempio di autismo che io preferisco a tutti gli altri perché è plateale e vistoso: quello del bambino di pochi mesi che in braccio alla madre o a chi per essa, si butta fuori dalle braccia. Ci sono delle madri che addirittura hanno imparato a stare bene attente, altrimenti il bambino cade. Ecco l’autismo; poi ci sono tutte le altre manifestazioni fino a Rain Man, etc.
Questo bambino non è neanche la prova, non occorre la prova, è la semplice manifestazione, “mostrazione” – come ha detto qualche logico, senza dimostrazione – che il bambino ha una legge della sua condotta, del suo corpo per cui si butta fuori, cosa che non ha nulla a che vedere con la natura.
Tutti pensano che il bambino, secondo natura, ci sta: nel duplice senso di starci nelle braccia della madre. Ecco, questo no, è ovvio che la legge di moto fin dal bambino non è naturale.
Questa contrapposizione al principio di piacere è un aiuto a cogliere che il principio di piacere non è natura, non viene dalla natura.
Siamo ancora lì, dopo quasi un secolo da Freud, a pensare che le leggi del nostro moto vengono dalla natura, e via con le neuroscienze ecc. ecc.
In una fantasia ovviamente assurda si potrebbe persino pensare che questo bambino l’abbiamo pagato noi – io, Mariella, Raffaella e qualcun altro –, proprio per darci chiara l’idea che non c’è legge di moto naturale nel bambino: l’abbiamo pagato, l’abbiamo corrotto, siamo stati noi a chiedergli di fare questa parte. Ogni tanto è utile avere fantasie come queste.
Perché il bambino elabori – dico elabori – questa legge, io ipotizzo che anche in questo caso si tratti di difesa: cioè di esercizio di una facoltà, come quando uno si difende da un pugno; solo che questa è una difesa: la mia mano che si difende da un pugno è un riflesso, non è un pensiero. Bisogna essere un pugile esperto per usare i pugni come difesa, è una vita che il pugile si allena a pensare alla difesa, mentre una persona normale a cui sta venendo addosso qualche cosa, si difende senza l’esercizio del pensiero: si chiama arco riflesso. …
Pronunciato il 23 maggio 2015
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore
