6° SEDUTA – L’ELABORAZIONE INDIVIDUALE DEL DIRITTO

Seminario 1996/1997
“PERCHÉ FREUD HA RAGIONE, 2”

 

 

Per la precipitazione dei miei pensieri in questo ultimo mese, sale su, prende dignità l’io.

Da oggi io direi che non si tratta più di dire “elaborazione di un diritto individuale” al che poi si è sempre obbligati ad aggiungere “e universale”, ma si tratta di elaborazione individuale del diritto, perché il pensiero del Padre in quanto pensiero pensato è la stessa elaborazione individuale del diritto. Mi viene da attaccare una parentesi: non si può rimproverare a Freud di avere insistito che il cristianesimo è il pensiero di Mosè, elaborazione di Mosè, e di non avere notato che è già elaborazione del pensiero di Cristo per più di una ragione: che al tempo di Freud le più ufficiali delle teologie professavano tutte che Gesù era la pietra, ma che il pensiero era Paolo. L’idea di un Cristo testuale in quanto pensante, elaborante, ponens, è ancora estranea ai tempi di Freud. Freud vive in un’epoca di uccisione del Padre via l’uccisione del Figlio, o che le due cose sono la medesima, perché l’uccisione del Padre è la stessa cosa dell’uccisione del pensiero elaborante. L’uccisione del Padre è l’uccisione del pensiero.

Io non ridurrei la portata dell’osservazione dell’imperialismo egiziano. Perché Federico II era sì abbastanza imperiale lui, ma era un imperiale che non aveva il minimo potere sugli stati del nord, aveva altri regni come il Regno di Francia, aveva i mussulmani lì a destra e a sud e anche in casa e sotto il letto e che non controllava e su cui non poteva avere il minimo pensiero imperiale e tanto meno potere reale. L’era di Federico II è già l’era della rottura di una pensabilità dell’impero a livello mondiale europeo. Non siamo più al tempo di Carlo Magno. La paragonabilità dell’impero egiziano con quello romano sta nel fatto che era l’unico. Non farei una riduzione a una minore imperialità dell’impero egiziano. E questo serve a dare speciale rilievo all’osservazione che abbiamo sentito.

Arrivati a questo punto parlare dell’emergenza del pensiero del Padre o della sua rimozione o perversione e parlare dell’emergenza dell’io, e di un sono io, e non di uno alto e uno basso, proletario, ossia di gruppo.  …

Leggi tutto


Pronunciato il 7 marzo 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


Download

File Dimensione del file
pdf 970307LP_GBC1 672 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2021 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016



Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Contatore utenti connessi