7° – LA “MANO INVISIBILE”. CONCLUSIONE

Corso 2008/2009
LA DIFESA E L’ERRORE DEL PENSIERO COMPETENTE

 

 

Allora, in rapida successione: un prologo, un’anti-anticamera, un’anticamera e poi una camera, diciamo così.

Il prologo, ingresso.

Tutto quello che abbiamo sentito è facile, anzi, è il facile, niente di più facile, è il facile. Nulla da affidare alla professionalità degli studiosi. A dire questo non sono io, è Adamo Smith nel brevissimo accenno che ne farò e lo stesso Kant. Per essere kantiani si può essere analfabeti, nati in Kenia, non sapere che è mai esistito un signore con questo nome. È quello su cui siamo subito annullati fin dal primo grado scolastico, dover prima conoscere Kant per essere kantiani … eh, no, cari! Siamo fregati fin da piccoli, ormai l’insistenza è da sempre. Come abbiamo cominciato bene tanti anni fa, non era proprio all’inizio, ma quasi, quando un seminario di un certo anno era intitolato Che cosa è una difficoltà. È la fregatura di partenza, la proposizione di come sia difficile ciò che è, come dico sempre con un’espressione che adoro, “a portata di mano”. Ciò che più preme e che più dà frutti è a portata di mano. La difficoltà è nient’altro che un bastone fra le ruote, qualsiasi difficoltà è questo. Almeno quando alle medie e ancora alla scuola primaria si imparava il teorema di Pitagora, non è che qualcuno venisse considerato specialmente intelligente perché capiva il teorema di Pitagora, uno ci arrivava così, semmai era considerato un po’ stupido quello che non ci arrivava e dopo un po’ di tempo si scopriva che era un’inibizione intellettuale, non stupidità.

Anti-anticamera.

Sul facile verrò poi nella camera. Anche riallacciandomi a Mariella Contri, al suo riferimento al cristianesimo, visto che tutti qui sono nati in questo ambito indipendentemente dall’essere o no cristiani, posso farvi riferimento: si è sempre sentito dire che Dio ama gli uomini, non è vero. Non è vero anche dal punto di vista della dottrina cristiana, non sto inventando niente, semplicemente non è vero. Dio non ama gli uomini, Dio non ha obiezioni agli uomini, cambia tutto.

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Pronunciato il 18 aprile 2009
Trascrizione a cura di Sara Giammattei.
Revisione a cura di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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