7° SEDUTA – IDEALE DELL’IO E IO IDEALE. DIBATTITO

Seminario 1998/1999
“IL PENSIERO CON FREUD: IL PENSIERO DI NATURA”

 

 

Angela Cavelli

A proposito dell’ideale dell’io ricordo che a un certo punto Freud dice che quando non c’è produzione dell’ideale dell’io ci può essere perversione; questo per me era stato un punto di domanda. Non riuscivo a capire come potesse essere. Mi sembra che lo dica in Psicologia delle masse e analisi dell’Io.

Giacomo B. Contri

Me lo sto chiedendo anch’io. Bisognerebbe verificare se Freud dice che c’è perversione in assenza di ideale dell’io per dire che l’ideale è pur sempre ancora qualche cosa, un errore, ma un po’ come si direbbe che un ossidante o un tessuto sclerotico fa pur sempre da barriera o da difesa alla penetrazione di qualcosa: ma è già una patologia. Togli anche il tessuto sclerotico — la nevrosi, per fare alla svelta — e resterà solo la perversione. In questo caso l’ideale sarebbe come una retroguardia.

Agnese Signorelli

Avevo letto lo scritto L’Io e l’Es e a pag. 514 Freud dice:

«La domanda che ci eravamo riservati di rispondere in un secondo tempo era questa: come mai il Super-io si esprime essenzialmente come senso di colpa (o meglio come critica; il senso di colpa è la percezione che nell’Io corrisponde a questa critica) e manifesta una così straordinaria durezza e severità nei confronti dell’Io?»

Rispetto a questo ho pensato che questo senso di colpa, o comunque la percezione che nell’Io corrisponde a questa critica, corrisponde all’elaborazione che il soggetto fa dell’inganno dell’Altro.

Anch’io ero andata a rivedermi, nel Pensiero di natura, il terzo tempo della castrazione come soluzione e avevo annotato che se giudizio allora sanzione, manca allora in Freud la sanzione rispetto all’Altro. Cioè la sanzione ritorna ancora sull’Io del soggetto.

Nella 4° seduta di questo seminario, a febbraio, si diceva che a Freud rimane sulla punta della lingua che la vita psichica è vita giuridica. Non lo dice ancora. Che cosa manca quindi in questo punto affinché vita psichica diventi vita giuridica? Questa critica che il soggetto rivolge a se stesso è una critica che di fatto dovrebbe diventare la sanzione all’Altro.  …

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Pronunciato il 9 aprile 1999
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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