7° SEDUTA – L’ IO, L’ IO DI AGOSTINO, ET ALIA (CON ALTRI)

Seminario 1986/1987
“ODIO LOGICO”

 

 

[…]

Uno dei meriti che mi è apparso più generale nella comunicazione di Manarola… Malagola, (lapsus del tutto personale, vuol dire che la inviterò un giorno; io credo che alcuni di voi che mi hanno sentito parlare del lapsus, ne hanno sentito parlare come di una cosa buona, nei senso che fa del bene, beneficenza; malefacente è non l’Io perché è struttura, ma quando l’Io decide di prenderla male, vale a dire di non prendere il lapsus; il solo modo di prendere male il lapsus è di non prenderlo, non c’è un modo di prenderlo male o prenderlo bene.)

Dicevo, mi sembra che il merito generale dell’intervento di Malagola è di avere ripresentato, rapidamente ma chiaramente, il carattere direi drammatico della riproposizione non ancora decisiva della questione dell’Io da parte di Lacan stesso. Infatti lui è partito dalla tematica lacaniana della fine dell’Io, “la fin du moi en analyse”, la problematica lacaniana cui Malagola faceva riferimento è la stessa di quella che ricorre sempre in Lacan in frasi come “destituzione soggettiva”. Devo dire che il solo caso di destituzione soggettiva che noi conosciamo è il fenomeno della destituzione dell’inconscio; il solo fatto che conosciamo in cui qualcosa di soggettivo viene destituito è solo l’inconscio. Almeno questo dovrebbe mettere in guardia da tutti i discorsi sulla destituzione dell’Io, o sulla sua scomparsa: mai, in tutta la storia nostra personale, nella storia del pensiero, nella storia dell’umanità, mai abbiamo conosciuto un fenomeno che corrisponda a una destituzione dell’Io. Il solo discorso, sia parlato, sia nella condotta e negli affetti, che noi conosciamo, che contenga come tesi ― a volte addirittura espressa come tale ― la destituzione dell’Io, è la melanconia.

Rileggere Lutto e melanconia: è la più brutale, sono quasi le parole di Freud, riaffermazione assoluta dell’Io che la cultura umana e l’esperienza individuale conoscano. È il solo caso in cui il massimo di sostegno della tesi della destituzione dell’Io è il massimo della sua asserzione indistruttibile: altro che difficoltà della psicoterapia della schizofrenia! É la melanconia, se mai, ad essere strettamente disperante per ogni approccio terapeutico.  …

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Pronunciato il 13 marzo 1987
Trascrizione e revisione a cura di Franco Malagola e Glauco Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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