7° SIMPOSIO – INTERVENTO

Anche io dico una prima idea, solo di passaggio. Indubbiamente Dio, quest’idea è stata costruita affinché venisse configurato un robot, un ente, come i filosofi l’hanno chiamato, senza il principio di piacere.

Il buono del cristianesimo è che nel suo caso si tratta invece dell’introduzione della parola Padre: cosa ci sta a fare Gesù Cristo? Arriverà a dire che ha un padre, il nocciolo è tutto lì.

Ora, Padre, la parola stessa con tutti gli echi che ha – ivi compreso papà, il padre della patria, quello che volete voi – veicola già l’idea di un ente che invece ha principio di piacere; potrà essere il bastardo padre primitivo di Totem e Tabù, ma sarà sempre uno che ha il principio di piacere: ha tutte le donne, mortifica i figli, etc.; non fa niente, ha il principio di piacere.

Seconda piccola premessa: il bambino nel suo pensiero non è distrutto né dal terremoto né dalla guerra.

Ho in mente ancora fresca una foto che altri possono avere visto perché è uscita diversi anni fa sui giornali: villaggio africano bombardato, invaso dai carri armati, truppe che hanno massacrato mezzo paese, anche bambini, massacro parziale compiuto. La foto ritrae, rappresenta, questi carri armati in mezzo al paese. Ebbene, una di queste foto, più di una, ritrae anche dei bambini che si dondolano sulle canne dei carri armati, che giocano con le canne dei carri armati.

Questo è un esempio di ciò che chiamo l’indistruttibilità del bambino.

Molti bambini sono stati distrutti fisicamente, ma quelli che sono sopravvissuti nel loro pensiero – come dire, principio di piacere – erano vivissimi e giocavano sui cannoni che peraltro un minuto prima sparavano sulla gente, loro compresi.

L’intera realtà di questo paese bombardato dai carri armati era rimodellata da questi bambini che trasformavano le canne dei cannoni dei carri armati in strumenti di divertimento; questo è un interessante esempio di come si riesce a cambiare il mondo.

Quindi neppure la fame liquida il pensiero del bambino, neanche l’offesa, almeno non certe offese, come le ingiurie correnti o l’essere buttati nella pozzanghera e così via.

È giusto l’antico detto che il bambino ha sette vite come i gatti. Adesso porto un esempio di bambino-gatto che invece può essere ferito, offeso, vulnerato. […]

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Pubblicato su societaamicidelpensiero.it


Pronunciato il 14 maggio 2016 con Altri
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


 

 

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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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