Corso 1995/1996
“UNIVERSITÀ”. RI-CAPITOLARE
Giacomo B. Contri
Di volta in volta scopriamo ed esplicitiamo, essendo stato in parte già scoperto da altri, che la psicopatologia, in tutte le sue forme e in modo perfettamente osservabile e descrivibile, è questa etica, che altro non è che l’elaborazione di invidia e avarizia. La psicopatologia è, oltre ad avere, tutte le forme di questa etica. Negli ultimi venti o trent’anni, la parola etica è stata la grande proposta culturale. Se la parola bio-etica vi desse un certo senso di orrore, vorrebbe dire che, anche emotivamente, siete sulla strada giusta. Abbiamo motivo di non ricusare la parola moralità e abbiamo l’occasione di denunciare l’immoralità dell’etica.
Ho ricevuto una domanda scritta: vi invito a proporne altre, anche in base alla constatazione che nei colloqui a tu per tu le questioni giungono a una buona articolazione. Nel colloquio con un altro ci si accorge che il proprio atto intellettuale non è banale! È un compito, un esercizio, come si chiama anche se in maniera avvilita nelle scuole. La parola esercizio è una parola seria.
Angela Cavelli
Quanto ha detto Maria Delia Contri mi ha ricordato che la persecuzione ebraica ha forse avuto origine dal fatto che questo popolo ha mantenuto il pensiero del proprio beneficio. Ovunque si siano trovati, gli Ebrei hanno tratto profitto dalle situazioni e hanno anche prodotto giudizi originali: penso, per esempio, a Freud e a Marx.
Giacomo B. Contri
Anche domande di questa specie sono pertinenti all’ordine, al piano di lavoro che perseguiamo. Non sono domande esuberanti. Per il momento non entrerei nel merito della questione, lasciandola piuttosto tra le domande che per ora si accumulano. Comunque, per quel tanto di disciplina – nel senso di avere o darsi una disciplina – che è bene avere, il nostro lavoro sarà buono, se, rispondendo a questa domanda, resteremo all’interno del campo di lavoro che abbiamo approntato nel corso di questi anni.
Allorché Angela Cavelli ha menzionato Freud, che era indiscutibilmente ebreo, ha menzionato qualcosa che ha fatto inferocire altri Ebrei, e per esempio Martin Buber, allorché esaminò in lungo e in largo Mosè e il monoteismo. …
Pronunciato il 24 febbraio 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume «Università». Ri-capitolare, Sic Edizioni
