8° – DIRITTO (IV)

Corso 1995/1996
“UNIVERSITÀ”. RI-CAPITOLARE

 

 

1. Il potere di conferire potere

Affronto oggi l’argomento alla luce della parola «potere», prendendola per tutt’altra via dal moralismo consueto: c’è da parlar bene del potere. Con la propria iniziativa il soggetto conferisce potere all’altro, dunque questa parola deve essere aggiunta alla serie di parole che, nella scorsa lezione, abbiamo scritto sotto γ.

Ancora una volta, prendendo come oggetto di osservazione i bambini ancora sani, constatiamo che essi non fanno altro che conferire potere ai propri altri: il soggetto, a partire dal bambino, domanda che i propri altri siano belli, eleganti, stimati, influenti. A partire dal parlare bene. Domandare questo all’altro significa conferirgli potere e non innanzitutto a riguardo di se stesso. Se mio padre e mia madre – benché non di propria iniziativa, ma almeno per ottemperare alla mia domanda – saranno più curati nel dire e in tutto il resto, da ciò – dal rispondere positivamente alla mia domanda – vivranno anche meglio nel mondo, nei loro rapporti con l’Universo.

È l’atto del soggetto che conferisce potere, e se i due partner della relazione Uomo-Donna non si conferiscono reciprocamente potere, andrà tutto male. Non è vero che il litigio è ridotto o annullato, allorché nella relazione si limitano reciprocamente i poteri in vista del mettersi d’accordo. La via dell’accordo passa, al contrario, per il conferimento di potere all’altro, secondo il principio che «i tuoi desideri sono ordini per me». In una relazione in cui ambedue faranno proprio questo principio non esisterà mai il disaccordo e non si porrà il problema della limitazione reciproca. Per questo il rapporto Uomo-Donna può essere un rapporto infinito.

Abbiamo già detto che l’errore di cui parliamo ha conseguenze di impotenza. Pertanto non è vero che la sessualità conferisce potere ai sessi: non solo non ne conferisce, ma rende impotenti in tutti i sensi, compreso quel certo senso.

L’ulteriore analisi di questo concetto mostra che si tratta del verbo «potere», che nell’uso fraseologico si traduce anche con «essere uomini»: è il concetto di «facoltà». Nulla a che vedere con il sostantivo assolutizzato «il potere».  …

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Pronunciato il 24 febbraio 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume «Università». Ri-capitolare, Sic Edizioni


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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