8° SEDUTA – INDICAZIONI PER IL PROSIEGUO DEL LAVORO SUL BAMBINO

Seminario 1997/1998
“LA CASISTICA”

 

 

Non mi chiamo Catone, ma intervengo per fare il censore. Suggerisco: non intervenite. Per quale ragione? Perché ci sarebbe poco tempo per intervenire e questo che è un’infamia riservare una miseria di tempo tale per intervenire. Invece, la premessa di Pietro R. Cavalleri è superiore in ampiezza e maturazione a quella che io stesso attendessi. Allora suggerisco che interamente il prossimo incontro e anche quello dopo il quadro disegnato da Pietro R. Cavalleri questa sera sia il quadro riprenderanno, lavoreranno gli altri allo scopo di intervenire con un tempo ampio ognuno e con intervento premeditato e previsto in questa sede.

Ecco perché non sono così censore nel suggerire di rimandare. A questo punto aggiungo un qualche cosa che è solo un’aggiunta qui e là. Ossia, cerco solo di portare un contributo modestissimo a ciò che è già completo nella sua esposizione. Intanto ricorderei che l’ambizione di questi incontri precisamente sul bambino è misurabile pensando a una ormai lunga storia del pensiero della patologia infantile nel nostro secolo. Ed è sulla scala di questa ambizione che ci conviene che stiamo lavorando e discutendo.

In effetti non stiamo dicendo: Ah, adesso diamo anche noi la nostra piccola teoria sulla cosa e poi si lancia.

Qualcuno che interverrà potrebbe tenere presente l’oscurissimo — a me da un po’ di anni poco meno oscuro — tempo o epoca o periodo detto “di latenza”. Che cosa fa il bambino nel suo pensiero per anni, dai 5-6-7 ai 10-11-12: è tanto. E tengo molto a questa similitudine: è il tempo in cui si fa una laurea, compresa la tesi. E la nostra stima, nel senso di apprezzamento sul terreno, nonché apprezzamento soggettivo, del pensiero infantile è tale che il paragone dovrebbe ingigantirsi nella nostra mente e non risultare improprio.

In Italia il periodo di latenza fra il 1915 e il 1920 è stato sufficiente per generare il Partito Nazionale Fascista, tanto per dare un po’ di ordine di grandezza di ciò di cui stiamo parlando. O in Germania cosa analoga.

In questo momento non sto ipotecando il vostro pensiero, anche filofascista, ad essere proprio rigorosissimo, ma quand’anche qualcuno di voi — spero di no — fosse filofascista, resta l’osservazione che la durata di questo periodo, veramente di latenza, è stata la durata idonea a far succedere quel po’ po’ che poi è successo.  …

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Pronunciato il 23 gennaio 1998
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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